Già attivo come sceneggiatore e fattosi le ossa come aiuto regista (ad esempio per Brunello Rondi e Bava), Sergio Martino esordisce dietro la MdP (col fratello Luciano saldamente in cabina di Produzione) con un documentario su vizi, e tabù sessuali del pianeta, nell'anno di grazia 1969. Tutto il decennio era stato occupato dai cosiddetti mondo movies di Jacopetti, Prosperi, Montero, Margheriti, Sc...[Continua]
Qualcuno ha idea del perché un film con un titolo anglofono venga distribuito in Italia cambiandolo con un altro titolo anglofono, che per giunta fa riferimento all'auto del protagonista e non al protagonista stesso? Non si sa, misteri dell'intelligenza distributiva nostrana, però è così che nel gennaio del 1980, 10 mesi dopo la sua uscita in patria, Interceptor, ovvero Mad Max, è proiettato nei c...[Continua]
Forse il film italiano "di denuncia" per eccellenza, la miglior esemplificazione del cinema di impegno civile. Certo, non l'unico esempio ma uno tra i più importanti e significativi se non il primo della lista. Dirige Francesco Rosi, uno abbonato a questo tipo di cinema e di impegno. Tuttavia confinare Le Mani Sulla Città a film etico e morale sarebbe riduttivo, è comunque cinema, impressionante d...[Continua]
In principio fu il romanzo di Richard Mason (1957), poi l'adattamento teatrale di Paul Osborn (1959), quindi la sceneggiatura di John Patrick ed il relativo film della Paramount. Il ruolo di Suzie Wong era stato affidato a France Nuyen, che lo aveva rivestito anche a teatro (con William "capitano Kirk" Shatner nei panni di Robert Lomax), motivo per il quale risultava già familiare al cosiddetto "p...[Continua]
A pochi mesi di distanza da Matrix Reloaded, Revolutions giunge a compimento della saga. I due sequel vengono concepiti assieme e rilasciati, appunto, quasi in contemporanea. Questo garantisce continuità ed omogeneità al racconto, anche se il rovescio della medaglia è che suppergiù pare di vedere sempre lo stesso film, un flusso continuo ininterrotto, per altro ambientato in un universo di per sé ...[Continua]
Un po' come accaduto a Dario Argento con le tre Madri, anche i fratelli Wachowski (poi sorelle Wachowski, ma all'epoca il cambio di genere non era ancora avvenuto) crearono la cornice di una trilogia ex post. Con lo strabordante successo del primo film (1999) arrivò la convinzione e l'opportunità che girare un sequel fosse una buona idea. Già che c'erano a quel punto ne girarono due. Peter Jackson...[Continua]
Già autore dell'adattamento dell'Enrico V shakespeariano (esordio folgorante) e con all'attivo due ottime pellicole come L'Altro Delitto e Gli Amici Di Peter, Kenneth Branagh riprende ancora Shakespeare e realizza la sua versione di Molto Rumore Per Nulla nel 1993, a tutt'oggi una delle vette assolute del suo cinema. Branagh tornerà ancora e ancora sulle pagine del bardo di Stratford-Upon-Avon neg...[Continua]
Di derivazione letteraria, a seguito del romanzo omonimo di Colin Harrison del 1996 (libro dell'anno per il New York Times), un decennio dopo Brian DeCubellis ne trae sceneggiatura e film, oltre a produrlo con la DeCubellis Films (a vario titolo tra i co-produttori figurano pure Jackie Chan e Jennifer Beals). Ignoranza mia, ma questo DeCubellis per me è un nome totalmente nuovo, tuttavia onore al ...[Continua]
Trentaduesima pellicola in carriera di Allen, seconda del nuovo millennio dopo Criminali Da Strapazzo. Da molti è considerata una delle peggiori (all'interno di un lustro a sua volta considerato tra i meno brillanti e creativi del regista); Allen stesso lo ritiene probabilmente il suo peggior film di sempre. Addirittura? Una pioggia di critiche così granitica è motivata? Non so rispondere, sono un...[Continua]
Uno spaghetti western con una super lentigginosa Elsa Martinelli e George Eastman, diretto nel 1968 da Lina Wertmüller? Ma è mai possibile questa cosa? Parrebbe da si, almeno in parte. Non è chiaro tra soggetto, regia e montaggio quale sia esattamente la quota parte che ha visto coinvolta la Wertmüller, anche perché lei stessa nel tempo ha fornito versioni differenti riguardo al film, ma è quasi ...[Continua]
Nel 1984 Bruno Gaburro inizia un suo particolare trittico che lo occuperà per un triennio, con due film in quell'anno ed il capitolo conclusivo nel 1986. Stesso cast (perlomeno i protagonisti), stesse ambientazioni, titoli assonanti, film pure. Malombra evoca sin dal titolo le atmosfere decadenti e vagamente gotiche dell'omonimo testo di Antonio Fogazzaro, scritto nel 1881 e ambientato nel 1864, d...[Continua]
I (le) Wachowski strapparono il si alla Warner Bros per Matrix (60 milioni di dollari di budget stimato) dopo il successo ottenuto con il torbido Bound, non sarebbe stato facile altrimenti convincere uno Studio hollywoodiano ad imbarcarsi in un progetto tanto ambizioso, nei contenuti, nella forma e soprattutto nei costi, per altro affidandone le redini ad una coppia di fratelli registi pressoché e...[Continua]