L'esordio di Tony Scott alla regia di un lungometraggio (dopo un'ampia carriera fatta di videoclip, migliaia) avviene con la trasposizione del romanzo "The Hunger" di Whitley Strieber. Soprattutto avviene all'insegna di un'eleganza formale vertiginosa. Per la verità, dovendo riscattarsi da una scommessa persa con il fratello Ridley, Tony aveva già girato per la televisione francese un adattamento ...[Continua]
In occasione del quarantennale di Agente 007 - Licenza di Uccidere, il Bond movie numero 20 viene affidato nelle mani di Lee Tamahori, apprezzatissimo regista (soprattutto da Barbara Broccoli) di Once Were Warriors, film agli antipodi di James Bond, ovvero basso budget, cinema indipendente e fortemente connotato geograficamente. Tuttavia si intendeva mettersi nelle mani di un autore vero, forse pe...[Continua]
Pierce Brosnan ci ha preso gusto e confidenza, questa è la sua terza prova come Bond, anche se alla regia arriva l'ennesimo nuovo nome, Michael Apted. Brosnan ha il curioso svantaggio (o vantaggio?) di non aver mai girato un film della serie con lo stesso regista. Se si pensa che in diversi casi alcuni director ne hanno accumulati diversi (Terence Young, Guy Hamilton, John Glen, Sam Mendes, Lewis ...[Continua]
Mary Shelley non aveva pensato ad una sposa per Frankenstein come sequel del suo celebre romanzo, ma come parte integrante di esso. La Universal ci costruisce sopra un nuovo capitolo del film diretto da James Whale ed interpretato da Boris Karloff. Nel 1931 Frankenstein era stato un successo clamoroso, non solo in termini di incasso e responso del pubblico ma come spartiacque tra il prima ed il do...[Continua]
La morte di Papa Luciani (Giovanni Paolo I) dopo appena 33 giorni di pontificato sconvolse l'Italia nel 1978, indipendentemente dalla fede religiosa o dall'assenza di essa. Fu un fatto di cronaca, di storia, cultura e società che segnò quegli anni, la fine del decennio e la storia della Chiesa cattolica. L'evento, così raro, particolare e inaspettato, alimentò anche qualche dietrologia, affatto mi...[Continua]
Era dal 1975 che Boldi si vedeva al cinema ma fino a questo film non aveva ancora avuto una sala tutta per sé. Castellano e Pipolo che lo mettono sotto la loro ala a partire da Il Ragazzo Di Campagna decidono di concedergli la chance del primo film da protagonista, senza altri comici con i quali dividersi la scena. Fin qui Boldi aveva funzionato bene e i registi vedono in lui grandi potenzialità. ...[Continua]
Ci ha girato intorno parecchio George Miller e alla fine è ritornato sul luogo del delitto, il luogo a lui più caro. Per quanto abbia diretto anche film completamente diversi (Le Streghe Di Eastwick, Babe Va In Città, i cartoni animati sui pinguini Happy Feet e persino L'Olio Di Lorenzo, drammone strappalacrime con Nick Nolte e Susan Sarandon), il vecchio Max Rockatansky rimane il primo e più gran...[Continua]
Bigger is better, fu all'insegna di questa filosofia (tipicamente americana) che Albert Broccoli decise di produrre Moonraker anziché Solo Per I Tuoi Occhi, come era stato annunciato sui titoli di coda di La Spia Che Mi Amava; andava sfruttata l'onda di Star Wars e inventato qualcosa di simile per James Bond. Spazio, razzi, raggi laser, qualcosa di apparentemente non così affine al mondo di Flemin...[Continua]
Questa rubrica Benbow vs Commedia Italiana 2.0 sta diventando un po' ripetitiva. Non potrebbe essere altrimenti visto che il core business della rubrica è proprio mettere in luce come la produzione cinematografica nazionale, segnatamente alla voce commedia, sia basata sulla ripetitività di uno schema e di topoi che si ripetono identici di pellicola in pellicola, per fidelizzare gli spettatori e ri...[Continua]
Con il terzo Mad Max si conclude la saga di Rockatansky, perlomeno intesa nel corpus raccolto in poco più di un lustro, dal 1979 al 1985. George Miller ne ritirerà le fila 30 anni dopo in Mad Max: Fury Road, tuttavia all'altezza dell'85 questo sembrava essere il capitolo finale di una trilogia particolarmente fortuna, acclamata e redditizia. Vero è che il finale viene lasciato saggiamente aperto, ...[Continua]
Due anni ed arriva il sequel di Mad Max, non sarebbe potuto essere altrimenti visto il grande e per certi versi inaspettato successo riscontrato dal primo capitolo. Per altro c'era un conto in sospeso con l'America, la quale aveva importato Mad Max ma lo aveva interamente ridoppiato (mal sopportando gli accenti australiani), il che aveva contribuito a rendere più spuntata la ruspantissima pellicol...[Continua]