Salomone E La Regina Di Saba

Salomone E La Regina Di Saba
Salomone E La Regina Di Saba

Salomone E La Regina Di Saba vanta l'invidiabile medaglia di essere stato considerato uno dei peggiori 50 film di sempre mai prodotti, secondo "The Fifty Worst Films of All Time (And How They Got That Way)", libro piuttosto noto del 1978. Al botteghino andò molto bene, incassando circa il triplo del suo budget (pari a 5 milioni di dollari dell'epoca). A mio parere questo titanico sforzo di King Vidor è invece un piccolo grande capolavoro, pur tenendo conto di tutte le sue peculiarità, eccentricità e financo debolezza. Per altro funestato da complicazioni di varia natura, a cominciare dalla morte di Tyrone Power, stroncato da un infarto durante la lavorazione, con parte del girato già in archivio. Arrivò a sostituirlo in corsa Yul Brynner, che tuttavia piacque poco allo stesso Vidor, il quale lo valutò assai meno profondo ed espressivo di Power. Brynner, con tanto di parrucchino, dà un taglio assai più virile e monolitico al suo Salomone, anche se questo finisce per far gioco nel momento in cui deve emergere l'attrazione dell'ascetico re verso la sensualità pagana della Regina di Saba. E del resto stiamo parlando di Gina Lollobrigida al massimo del suo splendore, mica la prima che passava da Gerusalemme. La Lollo fu anche coinvolta produttivamente ed ebbe potere decisionale nella direzione che il film doveva prendere. Il suo apporto è essenziale, sebbene la sua nobile sabea potesse essere indistintamente Cleopatra, Semiramide o la Madonna di Pompei, con una caratterizzazione abbastanza generica, il carisma della sua regina è indiscutibile, così come la sontuosa eleganza dei suoi abiti, degni di rivaleggiare con quelli della futura Cleopatra Elizabeth Taylor, vero termine di paragone di questo film di Vidor (che precede quello di Mankiewicz di un lustro).

A livello di verosimiglianza storica la sceneggiatura si prende parecchie licenze poetiche ma stiamo pur sempre parlando di un film nel quale Dio parla ai personaggi, scatena punizioni nefaste e soprattutto si comporta come un narcisista vanesio che vuole continuamente essere adorato, vezzeggiato e adulato. Dentro i 139 minuti di Salomone E La Regina di Saba c'è tantissimo, c'è la storia biblica, c'è il romanticismo, c'è la guerra, c'è l'avventura, c'è il sentimentalismo, c'è qualche momento di comicità e c'è persino una punta di erotismo, naturalmente appannaggio della Lollobrigida (ad esempio quando esce nuda dalla vasca da bagno, immediatamente cinta dalla serva). Ma soprattutto ci sono delle parentesi di vero e proprio musical. Mi riferisco in particolare allo stupendo rito pagano dei sabei, una celebrazione orgiastica che non la manda neanche tanto a dire in tal senso, viste le coreografie piuttosto allusive, nella quale una moltitudine di figuranti pre-computer grafica si esibisce in una danza faraonica, al cospetto delle divinità pagane di Saba, con la Lollobrigida vestita del minimo indispensabile e grandissima protagonista. Geova si arrabbia a tal punto che sono fuoco e fiamme ovunque, saette dal cielo e maledizioni su Salomone per aver concesso di ospitare tanta blasfemia sul sacro suolo del popolo eletto. E tutto ciò per amore della Lollobrigida. A Salomone va inevitabilmente tutta la comprensione del pubblico, chiunque avrebbe fatto altrettanto in nome di una donna del genere, tanto capricciosa quanto ammaliante. Epiche e grandiose le scene di battaglia in pieno stile kolossal, alle quali fanno da contraltare cose molto pacchiane come il continuo esibire ovunque la stella di David, quasi fosse un brand che doveva connotare 24 ore su 24 qualunque israelita. Oro a pioggia e fondali cartonati. Un plauso al meraviglioso doppiaggio italiano, vero valore aggiunto dei film d'epoca.

Trailer ufficiale

Galleria Fotografica