Superman

Superman
Superman

Considerato il padre dei film sui supereroi, non perché prima non ne fossero stati realizzati ma perché questo è il primo "grande" film sull'argomento, per budget, intento realizzativo, cast tecnico ed artistico. Con questa pellicola il produttore messicano Ilya Juan Salkind Domínguez decide di fare le cose in grande, acquista dalla DC Comics i diritti nel '74 e pensa addirittura a girarne due contemporaneamente. Dopo la grande intuizione commerciale, ha inizio il travaglio realizzativo del film. La sceneggiatura viene rivista varie volte, passa addirittura per le mani di Mario Puzo che aveva firmato Il Padrino, viene giudicata ora troppo lunga e pretenziosa, ora troppo inverosimile e difficilmente realizzabile. Approda infine nelle mani di Tom Mankiewicz (figlio di Joseph, il regista di Cleopatra) che si era già occupato di qualche Bond movie con Guy Hamilton, regista che viene assunto per dirigere la pellicola ma che dovrà abbandonare la sedia quando la produzione si sposterà dall'Italia all'Inghilterra (nei suoi Pinewood Studios), sua patria natia per la quale tuttavia era un evasore fiscale. La lista di candidati era impressionante, da Francis Ford Coppola a William Friedkin, da Richard Lester a Peter Yates, da John Guillermin a Ronald Neame e Sam Peckinpah, e persino George Lucas. Lo stesso dicasi per il ruolo dell'uomo d'acciaio: Muhammad Ali, Al Pacino, James Caan, Steve McQueen, Clint Eastwood, Dustin Hoffman, Paul Newman. Alcuni di questi fanno persino sorridere se immaginati - col senno di poi - al posto di Christopher Reeve. Per fortuna Richard Donner pretese che Clark Kent fosse un perfetto sconosciuto (immaginando che un Dustin Hoffman, un Al Pacino o addirittura un Muhammad Ali si sarebbero completamente mangiati il ruolo). Reeve non fu la prima scelta, anzi venne scartato perché ritenuto troppo mingherlino, ma alla fine - anche per stanchezza dopo infiniti provini - Donner lo richiamò e per tutta risposta Reeve aumentò in maniera impressionante la propria muscolatura attraverso un severo e disciplinato lavoro di autoscultura. Marlon Brando e Gene Hackman (rispettivamente Jor-El padre di Superman e Lex Lutor il super villain) furono due assi nella manica per far prendere quota al film ed esercitare sufficiente appeal sul pubblico (ma non va dimenticato nemmeno Glenn Ford come padre terrestre di Clark Kent). I soldi che si intascarono (soprattutto l'esoso Brando) furono strabordanti. Brando in totale occupa pochi minuti di schermo, Hackman leggermente di più, anche se entrambi girarono subito ed a parte, per poi potersi dedicare ad altri progetti, due vere dive insomma. Reeve sorprese in positivo Donner, tanto che il regista arrivò a dire che l'attore newyorkese "non interpretava Superman, era Superman". E' così è stato e sarà per la mia generazione, finché camperò per me Superman avrà il volto Reeve, senz'appello.

La bellezza dell'opera di Donner, oltre ad essere qualcosa di mai tentato prima ed alquanto faraonico (per l'epoca), è di trattare un supereroe dei fumetti senza lasciarsene schiacciare. Superman paradossalmente è molto poco un film supereroistico, perlomeno come lo si intende oggi, dopo lustri di ininterrotto stradominio "culturale" (soprattutto della Marvel). Superman è come diviso in tre parti: il lungo preambolo sul pianeta Krypton è sostanzialmente un film di fantascienza, o se preferite fantastico. La genesi di Superman, il suo passato, i perché propedeutici alla sua esistenza sulla Terra sono ben dettagliati ed illustrati. Quindi l'uomo di Krypton (l'unico superstite) approda sul nostri pianeta e ne seguiamo le gesta fino alla maggiore età. questa sezione è bucolica, il mondo (americano) di provincia, la frontiera, immensi spazi incontaminati, un paesaggio di Norman Rockwell, è stato giustamente fatto notare. Infine il presente, Superman a Metropolis (ovvero New York) ai giorni nostri. Ma anche in questo caso possiamo contare due sotto partizioni: la prima è la costruzione del contesto ambientale, Superman come Clark Kent, il Daily Planet, i suoi colleghi, l'interazione con la gente, il suo rivelarsi al mondo in nome di giustizia e legalità, e soprattutto il rapporto con Lois Lane (Margot Kidder). Il culmine di tutto ciò è il volo notturno sui cieli di Metropolis con Lois, uno dei momenti più romantici di tutta la storia del cinema, un'autentica storia d'amore tra le nuvole, con movenze quasi da musical (e le musiche sono quelle meravigliosamente composte da John Williams, il suo tema del film è secondo per celebrità ed importanza solo a quello di Star Wars). Quindi si entra nella fase supereroistica vera e propria, ma siamo già a tre/quarti di film, praticamente rimangono gli ultimi 20 minuti di pellicola. Nel far questo Donner dà una incredibile vitalità al film che non si appiattisce su effetti speciali ed imprese ultra spettacolari ma ha cura di essere innanzitutto un "film" e poi un costume sgargiante che compie l'impossibile. La differenza rispetto a molti prodotti odierni è sostanzialmente lì, il Superman di Richard Donner non è un videogioco, non è plastica, è una storia piena di personaggi tridimensionali, credibili ancorché "semplici", di emozioni e sentimenti. Del resto Donner teneva immensamente alla verosimiglianza. Tuttavia venne licenziato per il superamento dei costi di produzione che diventarono un motivo di frizione insanabile con Salkind. Nonostante avesse già terminato il 75% anche del secondo film (girato in contemporanea), venne sostituito da Richard Lester.

In particolar modo nelle scene con Brando è fortissimo il tema "cristologico". Superman sta ad un novello Cristo come Jor-El sta a Dio, il dialogo di commiato che Brando recita al figlio prima di abbandonarlo nella capsula che lo scaglierà via da Krypton un momento prima del collasso del pianeta (che Brando aveva predetto) è sostanzialmente un passo biblico. Così come la scelta della Terra, una destinazione voluta da Jor-El per la sua predisposizione (e necessità) verso un nuovo Dio (Lois Lane chiama così Superman) che mostri il giusto agire e si faccia guida per un popolo che vorrebbe muoversi nel bene ma non sembra esserne capace autonomamente. Il nome di Superman su Krypton è Kal-El, che in lingua ebraica significa Voce (o Vascello) di Dio, la madre di Clark Kent sulla Terra (Phyllis Thaxter) è una sorta di Maria che ha un figlio miracoloso senza concepirlo, per grazia superiore, e come Gesù anche Kal-El ha bisogno di giorni di isolamento e meditazione per capire il suo destino. Il comparto comico è affidato perlopiù al trio di cattivi (un po' Banda Bassotti) di Gene Hackman, Ned Beatty e Valerie Perrine. Se la Kidder rappresenta la bellezza  femminile elegante e romantica, la Perrine fa da contraltare più piccante e sensuale con le sue scollature, i suoi vestiti attillati e/o bagnati (penso alla scena di salvataggio di Superman nella piscina sotterranea di Lex Luthor). Donner premia molto l'ironia e fortunatamente mantiene il film su binari abbastanza umoristici; lo stesso Reeve non risparmia continuamente battutine. Indimenticabili anche i titoli di testa, ben cinque lunghi minuti di musica altisonante ed effetti visivi fragorosi che predispongono lo spettatore ad un autentico spettacolo per gli occhi (e quel che più conta, per il cuore). Superman vinse l'Oscar per i migliori effetti speciali e conquistò in totale 4 nomination nel 1979. Terribile l'edizione italiana homevideo ridoppiata, per chi ha visto il film all'epoca il cambio di voci è insostenibile e spezza completamente la magia. Senza contare che quella di Superman era la voce di Pino Colizzi, che tra parentesi fu anche il doppiatore di Robert Powell/Gesù Di Nazareth di Zeffirelli (un gioco di rimandi pazzesco per il pubblico italiano), Gene Hackman aveva le corde vocali nientemeno che di Sergio Fiorentini, Margot Kidder quelle della magnifica Maria Pia Di Meo e Marlon Brando quelle di Giuseppe Rinaldi. Solo un pazzo avrebbe potuto violare tale sacralità. Insopportabile quanto il ridoppiaggio fu anche la critica tronfia dei Mereghetti e compagnia cinefila, totalmente non attrezzata nei confronti di un film così "popolare".

Trailer ufficiale

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