Due Notti Con Cleopatra

Due Notti Con Cleopatra
Due Notti Con Cleopatra

Tra i tanti Cleopatra movie c'è da annoverare anche questo di Mario Mattioli con Sordi e la Loren. Impossibile che un physique du role come quello della Scicolone (dopo le prime comparsate davanti alla macchina da presa si cambierà nome in Sofia Lazzaro ed infine Loren, con anche il ph al posto della effe a partire dal 1953) non si prestasse alle fattezze della regina più celebrata della storia per malizia, fascino e bellezza, sebbene pare che quest'ultima non fosse poi così esorbitante. Qui la Loren è all'inizio della sua carriera, come co-protagonista di peso intendo; solo nel '54 parteciperà a ben 10 film. Sordi pure tutto sommato è un attore emergente che si porta dietro il compagnuccio della parrocchietta di Mamma Mia, Che Impressione (di Roberto Savarese, 1951). Il film si muove sul doppio binario del peplum storico e della farsa comica, con un fortissimo sbilanciamento del secondo a favore del primo. Per la verità Mattioli nemmeno ci prova a dargli una minima patente di serietà (basti pensare agli assurdi copricapi a punta degli egizi), la cosa più formale del film è la voce di Lydia Simoneschi che doppia la Loren, dandole una certa allure seriosa e impostata che altrimenti non avrebbe avuto. Per il resto Sordi straborda come un mattatore incontenibile, ma del resto quello era stato chiamato a fare. E' che il troppo stroppia e talvolta si rimane travolti e stravolti dalla verbosità e della gestualità ininterrotta del suo Cesarino. Tra i comprimari ci sono attori e caratteristi di lusso come Paul Müller nel ruolo del limaccioso braccio destro di Cleopatra, Giacomo Furia e Enzo Garinei come venditori di schiave, Riccardo Garrone fa parte della milizia personale della faraona, Nando Bruno è un legionario di lungo corso che discetta di mogli anziché di guerre. Una combriccola riunita negli studi di Cinecittà tra scenari importanti, degni di un vero kolossal sui tempi di Cesare e Marco Antonio.

C'è la celebre scena del bagno in piscina di Cleopatra con tutte le sue ancelle. La Loren era nuda (mentre le altre attrici no), esistono i fotogrammi del suo prorompente seno nudo in bella vista, espunti  - qualcuno dice "salvati" - poi nel montaggio finale ma circolati comunque come foto di scena. Fatto sta che Cleopatra esce dalle acque artatamente circondata da tutte le sue schiave che le fanno scudo e celano le pudenda della regina al pubblico... mannaggia. Le curve della Loren sono comunque sfruttatissime, in modo poi non troppo difforme da come farà un vituperatissimo Vanzina negli anni '80, ma all'epoca evidentemente si respirava tutt'altra ingenuità. Rivisto oggi il film ha dei colori abbastanza improbabili, pare quasi un bianco e nero ricolorato a posteriori. Si ha l'opportunità di vedere anche una Loren bionda, nei panni di una schiava sosia di Cleopatra. Va detto che comunque l'attrice c'era già tutta e contrariamente alla nomea di bellona maggiorata, che era croce e delizia del suo mestiere, la Loren qui era già in grado di reggere la parte (anzi due) e dare buona prova di sé, persino al fianco di un personaggio demenziale, esuberante e asfissiante da gestire come quello di Sordi. Se per assurdo si estrapolassero le scene di Cleopatra senza il contraltare comico di Cesarino saremmo al cospetto di un peplum storico a tutti gli effetti, senza nulla da invidiare alle pellicole più serie e drammatiche del genere. Davvero impressionante la presenza scenica della Loren nei panni della sovrana d'Egitto. Il film in sé non è granché, anzi a tratti è anche fortemente stupidino, ma ha molti altri motivi collaterali per essere ricordato e riguardato con piacere.

Trailer ufficiale

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