Delta Force 2 – Colombia Connection: Il Massacro

Delta Force 2 – Colombia Connection: Il Massacro
Delta Force 2 – Colombia Connection: Il Massacro

Quattro anni dopo il primo Delta Force, con Menahem Golan che mette la firma solo sul soggetto ma cede la cabina di regia ad Aaron Norris, fratello di Chuck, arriva il sequel, che poco ha a che fare col primo episodio, ma ci ripropone il glorioso ed indomito colonnello McCoy che spacca tutto, piega i terroristi come stuzzicadenti e ha sempre ragione. A dirla tutta questo nuovo capitolo ha più a che fare con Missing In Action di Norris (a sua volta derivazione di Rambo II) che con il film di Golan del 1986, un po' una sorta di passo indietro per tematiche ed ambientazioni. Non siamo in Vietnam ma sostanzialmente è come se lo fossimo. Metà film sarebbe locato in Colombia, ma il set erano le Filippine (....vedi che avevo ragione a sentire odore di napalm mattutino dalle parti di Hanoi?). Delta Force 2 viene purtroppo ricordato soprattutto per un triste fatto accaduto durante le riprese, un incidente in elicottero che costò la vita a 5 persone tra stunts, elettricisti, cameraman e lo stesso pilota, tant'è che il film fu dedicato alla loro memoria. Eroicamente la disperata manovra finale del pilota salvò almeno 3 persone.

McCoy ed il maggiore Chavez vengono arruolati per una importante missione in Colombia, il super mega narcotrafficante Ramon Cota (Billy Drago, uno dei rari casi in cui il nome dell'attore è più figo di quello del personaggio) ha fatto strage di un commando della Dea (militari americani sotto copertura) che era stato inviato a Rio De Janeiro durante il carnevale per incastrarlo. Nella sua organizzazione c'è un infiltrato dello Zio Sam, e a McCoy e Chavez viene chiesto di stabilire un contatto e portare ordini. I due si mettono in azione ed in men che non si dica catturato direttamente Cota e lo assicurano alle patrie galere. Ma pure negli States "la polizia incrimina" però poi i giudici fanno gli arrosti, poiché per il condannato Cota viene fissata una cauzione di 10 milioni di dollari, che per il re del narcotraffico mondiale sono spiccioli, e infatti tocca ricominciare la caccia all'uomo. Cota, crudelissimo e vendicativo (fa uccidere neonati, stupra le mamme in lacrime e uccide i babbi di suo pugno a coltellate) stermina la famiglia di Chavez e poi uccide pure lui, infine sequestra altri agenti della Dea. A quel punto per il colonnello McCoy esiste una ed una sola missione: cancellare dalla faccia della Terra Cota (anche se, contestualmente, i suoi superiori gli chiederebbero pure, molto cortesemente, se possibile, di liberare gli ostaggi reclusi in Colombia). McCoy si barda di coltelli mitragliette e zainetti da boy scout e si fa paracadutare nella giungla. 48 ore dopo è fissato l'attacco aereo da parte dei militari USA a stroncare le coltivazioni di coca. Indovinate un po' che succede? Norris, puntualissimo, devasta ogni cosa vivente, animale, vegetale e minerale, porta a termine la missione, e vaffanculo al narcotraffico, mica ci voleva tanto.

Delta Force 2 celebra il superomismo nietzschiano di Norris, il più grande ranger americano di tutti i tempi. Poche seghe, lui si veste e parte, quel che c'è da fare si fa: gettarsi da un aereo e acchiappare in volo i cattivi senza aprire il paracadute, scalare a mani nude montagne di granito a 90 gradi infestate da serpenti velenosi, penetrare nel super fortino del narcotraffico presidiato da millemila sgherri armati fino ai denti, liberare prigionieri, uscire indenne da qualsiasi esplosione si scateni attorno a lui, schivare missili di elicottero e rimanere appeso ad un cavo ad altezze siderali mentre i cattivi si sfracellano al suolo. Ma siamo solo al 10% di ciò di cui è capace Chuck Norris. Già come si presenta agli spettatori vale il prezzo del biglietto; in un ristorante, mentre lui si gusta un sano pasto americano, tre punk disgraziati insidiano i clienti e perculano il proprietario cinese. Norris si alza da tavola assicurando che neppure userà le mani, ed infatti tra gomitate e calcioni volanti li stende tutti e tre, e li obbliga pure a chiedere scusa e pagare il conto.

Ovviamente la pellicola è tutta uno stereotipo, dal primo all'ultimo proiettile. Interessante la netta suddivisione in due parti, con la prima, quella americana, che con McCoy e Chavez ricrea un po' il giochino delle coppie celebri di sbirri che si compensano, alla Miami Vice, Arma Letale, eccetera. Chaves (Paul Perri) è il poliziotto guascone e donnaiolo, l'amico un po' spaccone su cui puoi sempre contare, mentre Norris è il saggio, più taciturno ma implacabile quando decide di agire. Poi ci si sposta in Vietnam....pardon, in Colombia, e allora piombiamo nel più classico film di marines (senza marines), con i sudamericani al posto dei musi gialli, ma per il resto c'è tutto, mimetiche, elicotteri, mega esplosioni e piantine illegali. Il colonnello Braddock insomma rischia seriamente di oscurare McCoy. Buffo anche come l'intero corpo della Narcotici sembri essere costituito di inetti totali, i quali o muoiono come pirla o vengono catturati; bastava il solo Norris a sgominare una intera nazione, compreso il capo di Stato e il generalissimo dell'esercito, ovviamente pluricorrotti. In tanti anni l'America non lo ha mai capito, anziché scatenare bagarre a destra e a manca sul pianeta, si sarebbe semplicemente dovuta affidare a Chuck Norris, ed oggi vivremmo tutti felici e contenti dentro un bel McDonald's, indossando jeans stretti al cavallo, texani ed un cappellone da ranchero, e ascoltando i Lynyrd Skynyrd a manetta.

Trailer ufficiale

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