Camorra

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Camorra

Nel 1972 esce Camorra (noto anche come Camorra A Mano Armata), di Pasquale Squitieri, con Fabio Testi protagonista indiscusso. E' il primo mafia movie del regista partenopeo, il quale nel 1975 con L'Ambizioso ne girerà quasi un remake. La vicenda narra l'ascesa dentro "la Società" (la Camorra) di Tonino Russo, ex meccanico finito al gabbio per un regolamento di conti con un guappetto rionale. In galera, si trova al posto giusto nel momento sbagliato, e salva la vita al camorrista De Ritis (Charles Vanel), senza sapere che l'uomo è un mammasantissima. Una volta fuori è costretto a dare il bis col guappo che già 2 anni prima gli aveva dato dei grattacapi; durante il duello rusticano a colpi di coltello a serramanico vs rasoio da barbiere, viene adocchiato da un altro signorotto del malaffare, Capece (Raymond Pellegrin), e subito reclutato come uomo d'onore. Passo dopo passo, cinico e disilluso, Russo matura il convincimento che il suo futuro può essere solo come camorrista, l'onestà e il rispetto delle regole sono per i perdenti, e lui vuole finalmente riscattarsi da una vita modesta, come nuovo "padrone di Napoli". Arriverà fino a fare le scarpe al proprio boss, che per ripicca lo invierà ad uccidere proprio De Ritis (tra i due boss è in atto una guerriglia). Tonino Russo è già condannato a morte, e dopo l'omicidio egli stesso dovrà essere giustiziato da uno scagnozzo di Capece. Russo però grazia per la seconda volta De Ritis e va ad uccidere Capece. Il boss nel frattempo gli ha fatto terra bruciata attorno, uccidendo la sua amante e rapendo il piccolo fratellino di Russo. Nell'ultimo duello, sul Vesuvio, Russo ammazza Capece, ma si lascia poi arrestare dalla Polizia, per dare il buon esempio al bambino, che altrimenti, se avesse visto il fratello guappo ucciso dalla Polizia, lo avrebbe forse ritenuto un eroe per tutta la vita, anziché un "uomo sfortunato".

Film asciutto, teso e duro di Squitieri, con momenti anche crudi (ad esempio il pestaggio del sindacalista al macello delle carni), meno moralista e predicone di altre sue pellicole; anzi, in Camorra semmai viene da dire che il mondo della criminalità è visto in modo abbastanza avventuroso e spettacolare, lo spettatore è portato quasi ad identificarsi con Testi, uno la cui etica fa decisamente a cazzotti con l'educazione civica e col codice penale. Tuttavia l'eroe del film è lui; anche frasi ambigue, come ad esempio quella pronunciata dal fido Sciancato (Enzo Cannavale) in punto di morte, che ringrazia Testi di averlo tenuto sempre accanto a sé nelle imprese criminali, perché solo così Sciancato si è finalmente sentito un vero uomo, lasciano piuttosto perplessi. Squitieri rappresenta una Napoli (sua città natìa) senza dubbio molto vera, ma senza alcun intento colpevolista, l'occhio del regista non intende stigmatizzare alcunché. Quello della Camorra è un mondo nel quale non c'è posto per le mammolette, ma alla fin fine, neppure si ha la sensazione di essere al cospetto di uomini poi così spregevoli, un po' rudi forse, ma che sanno il fatto loro. Anzi, la "vecchia" Camorra, quella dei signorotti con i quali Tonino Russo viene a contatto, è fatta di nobili baroni del crimine, ancorati al rispetto di certe tradizioni, usanze e ritualità, mentre pare essere proprio Russo la scheggia impazzita, quasi come se Camorra ritraesse il passaggio del testimone dalla vecchia Camorra, "buona" e signorile, alla nuova, ambiziosa e spietata.

Bello il personaggio dello Sciancato, un mezz'uomo che serve fedelmente Tonino, al quale vuole bene come ad un fratello. Cannavale limita moltissimo la sua naturale verve comica, assumendo una parte drammatica e intensa, seppur saltuariamente stemperata da qualche battuta. Le donne di Testi nel film sono la fidanzatina Anna (Germana Carnacina), pura e immacolata, che rifiuta il futuro marito una volta compreso quale sia la sua reale professione, e Luisa (Jean Seberg), donna della Mala, sempre in cerca di romanticismo. Squitieri concede giusto una fugace tetta della Carnacina, ma non c'è posto né per il sentimentalismo né per l'erotismo in questa pellicola, tutta rivolta all'azione e al burbero mondo della criminalità, come fosse un poliziottesco. Tra i caratteristi, da citare Paul Muller (già megadirettore galattico di Fantozzi), onorevole corrottissimo. Musiche (apprezzabili) di Manuel De Sica, fratello di Christian.

Trailer ufficiale

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