The TV Set

The TV Set
The TV Set

Il mondo della tv può essere spietato e pericoloso come un saloon nel vecchio West intorno a mezzogiorno circa, mentre fuori il sole splende alto e spacca le pietre in basso. Il sottobosco del piccolo schermo è stato spesso oggetto di satire e parodie anche da noi, ma certo negli States il fenomeno è amplificato, del resto lì tutto è amplificato. The TV Set del 2007 è diretto da Jake Kasdan, figlio di Lawrence Kasdan. Ad oggi non ha all'attivo grandi cose, i titoli più recenti che ha diretto sono Bad Teacher con Cameron Diaz e Sex Tape con Cameron Diaz (diciamo che gli piace lavorare con Cameron Diaz). The TV Set comunque è un lavoretto carino, pare un'operetta per una qualche tv via cavo invece esordì in pompa magna al Tribeca Film Festival di Bob De Niro per poi circolare nelle sale ed in homevideo sempre nel 2007.

La storia è sapida, racconta di Mike Klein (David "Mulder" Duchovny), sceneggiatore un po' troppo sensibile, al soldo della BBC americana. Il network ogni anno esamina millanta soggetti per potenziali serie tv da realizzare. Klein ne ha scritta una e pare proprio che la sua si farà. Si passa attraverso il vaglio del cast e quindi della sceneggiatura. In ogni fase Klein vede pezzo dopo pezzo scardinato il suo progetto. Il protagonista maschile non è l'attore che lui desidera, le chiavi narrative principali (più sottili ed adulte delle media) vengono ritenute inadeguate dalla Produzione - naturalmente attentissima allo share e alla guerra con gli altri canali - e quindi cambiate, persino il titolo del serial viene modificato. Klein è in perenne conflitto tra la sua dignità di autore e la famiglia da mantenere (è in arrivo il secondo figlio). La sua manager non sa difenderlo, la executive della BBC, Lenny (Sigourney Weaver), è uno squalo con intere moquette di pelo sullo stomaco, McCallister (Ioan Gruffudd), un altro colletto bianco del netwrok, si dimostra altrettanto pavido nel sostenere le ragioni di Klein, che pure in privato condivide. A questo si aggiunge l'infelice scelta del principale attore maschile, Zack Harper (Fran Kranz), un megalomane schizzato che insozza ulteriormente la già precaria realizzazione della puntata pilota. - SPOILER: Confezionata alla carlona questa puntata, Lenny si reca alla conferenza stampa di presentazione del palinsesto televisivo annuale. Qui Klein, che ha oramai perso del tutto il controllo sulla sua sceneggiatura, scopre che il suo "parto" è stato totalmente stravolto e trasformato in una serie comica a base di scorregge, primi piani di parti basse e occhiate di cerbiatte sexy.

L'intero film è una celebrazione in negativo del compromesso. Klein è un debole, creativo ma debole, insicuro delle sue posizioni ed incapace di difenderle. Vede sgretolare il proprio lavoro senza riuscire ad impedirlo, pressato per un verso dalla moglie (Justine Bateman, la bellissima Mallory di Casa Keaton...30 anni dopo), dall'altro dalla cinica e spietata Lenny (una Sigourney Weaver perfettamente in parte, tanto ottusa quanto cingolata), e tradito dalla manager tutta sorrisini (Judy Greer) e dal capoccia del comparto Serie Tv (Gruffud), che pare il più umano di tutti ma che capitola come tutti gli altri in nome del quieto vivere e delle scelte di convenienza. Per quanto l'intero racconto abbia la parvenza di una satira, Kasdan sostiene che non si debba parlare di satira poiché The TV Set è mera cronaca di ciò che accade continuamente nelle emittenti televisive. Di morti sul campo ne rimangono uno sterminio, pochi eletti passano il turno, e spesso e volentieri al prezzo di stravolgimenti impensabili. Tante grandi serie sono nate così - dice lo stesso Klein a parziale autoconsolazione - ma la verità è che la casualità e l'avidità sembrano le uniche coordinate che più o meno consapevolmente scrivono la storia della televisione.

Duchovny mette in scena un personaggio molto misurato, goffo, timido, poco abile nei rapporti con gli altri, si ammala addirittura, forse proprio per la sua condizione di disagio. Al posto della Weaver avrebbe dovuto esserci Ben Stiller, ma l'arrivo di Ripley cambiò molto l'ottica del personaggio. Loro due sono le polarità di The TV Set, molto importante è anche il ruolo di Fran Kranz, ottimo nel ruolo dello spostato. Il finale non mi ha fatto impazzire perché è un po' come se un vero finale non ci fosse. Tutto porta verso un climax che però non cala drammaticamente (o comicamente) sullo spettatore, c'è solo una specie di rassegnata constatazione del quotidiano andare delle cose, nessuno si ribella e la vita (piena di amarezze e delusioni) procede in low-fi.

Trailer ufficiale

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