Passengers

Passengers
Passengers

Morten Tyldum, già regista di The Imitation Game, dirige nel 2016 questa pellicola di fantascienza un po' dispregiativamente ribattezzata romantic sci-fi. E' la storia (d'amore) di due passeggeri di una nave spaziale incaricata di portare 5000 terrestri più qualche centinaia di membri dell'equipaggio verso la nuova Terra, un pianeta distante 120 anni dal nostro globo. Anni di ibernazione, se non fosse che il povero Jim (Chris Pratt) viene svegliato anzitempo per un difetto del sistema, dovuto ad uno sciame di meteoriti che investe la nave durante il tragitto. Jim capisce rapidamente che vivrà e morirà sulla nave totalmente automatizzata, prim'ancora che qualsiasi umano si risvegli. Non c'è modo di comunicare con la Terra (eventuali messaggi tornerebbero indietro oltre 50 anni dopo). Jim rischia di impazzire nella totale solitudine avvolta solo da acciaio e tecnologia, fino a che - complici una serie di dialoghi con un barman robotizzato (Michael Sheen) - decide di svegliare una Eva che gli possa alleviare la pena. La prescelta è Aurora (Jennifer Lawrence), la quale inizialmente fatica molto all'idea di doversi adattare allo stesso destino, vivere e perire su quella astronave nelle remote profondità dello spazio. Non va meglio quando scopre che l'artefice del piano è proprio il suo (big) Jim. Il massimo dello scorno tra i due fidanzatini spaziali di Peynet avviene quando tutto sulla nave comincia a precipitare. Le falle scavate dai meteoriti fanno sovraccaricare e guastare le centraline, tanto da causare (miracolosamente) il risveglio di un altra persona, guarda caso il capo tecnico della nave. Fa in tempo ad individuare il problema per poi morire, malconcio per via del cattivo funzionamento della sua capsula di ibernazione. A quel punto starà a Chris Pratt e la Lawrence salvare il destino di 5000 passeggeri e con loro anche il proprio destino.

Passengers è un film attaccabile da parecchi punti di vista, molte cose non tornano, altre sono proprio tirate. Pratt è un ingegnere meccanico, ma da lì a saper costruire case, riparare astronavi in ogni loro parte sfoggiando doti di fabbro saldatore, perito elettronico, informatico, astronauta, orefice e chi più ne ha più ne metta, diciamo che si fa un po' fatica a stargli dietro. Pure la Lawrence nasce giornalista, ma se c'è da tuffarsi nello spazio e acchiappare al volo Pratt che galleggia alla deriva non c'è alcun problema. Se ci aggiungete infermerie capaci di resuscitare i morti, getti infuocati di reattori che non riescono minimamente ad impensierire Pratt con la sua tutina spaziale ed uno scudo improvvisato fatto con un pezzo di astronave, nonché diverse altre perle simili, ci si fa facilmente l'idea che Passengers sia un film che lascia abbastanza a desiderare quanto a verosimiglianza e rigore scientifico. Va vissuto prevalentemente come una fiaba d'amore ambientata nello spazio. Ma anche in questo caso ha dato i suoi grattacapi.

A ben vedere infatti, ciò che fa Pratt è molto discutibile, preso dall'angoscia di rimanere solo si infatua come un adolescente della Lawrence e la risveglia per puro egoismo, condannandola di fatto alla sua stessa punizione, vivere decenni su un astronave come fantasmi. Inizialmente la Lawrence inconsapevole è ben disposta verso il suo compagno, poi esplode di rabbia e dolore alla scoperta della verità, sentendosi tradita. Ma fotogramma dopo fotogramma la furia rientra lasciando il posto ad una comprensiva commiserazione del povero Pratt (difeso a spada tratta pure da Fishburne, senza alcun motivo comprensibile), fino a salvargli la vita mettendo a repentaglio la propria e coronare il sogno d'amore sulla nave. C'è chi ha parlato di ode alla manipolazione, di sindrome di Stoccolma, di stalking spaziale perché di fatto il gesto di Pratt è esecrabile ma viene narrato come una sorta di peccato veniale edulcorato e giustificato dall'amore. C'è qualcosa di stonato nel comportamento di Jim che sembra un adulto immaturo e incapace di gestire la propria emotività, oltre ad essere il più grande ingegnere di tutti i tempi. Per divertire Passengers diverte abbastanza, la tecnologia è molto creativa, esteticamente accattivante, anche grazie ad alcune citazioni piuttosto evidenti, si veda lo scafo a ruota della nave (2001: Odiessea Nello Spazio) o il bar alla Overlook Hotel con tanto di barman alla Lloyd di Shining, certo bisogna lasciare completamente spento il cervello e farsi solo guidare dalla pancia, dai buoni sentimenti e dagli effetti speciali. Immancabile qualche fugace momento di sesso tra i due, del tutto gratuito e opportunistico ai fini del botteghino.

Trailer ufficiale

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