L’Infermiera Nella Corsia Dei Militari

L’Infermiera Nella Corsia Dei Militari
L’Infermiera Nella Corsia Dei Militari

Verso il tramonto del genere, arriva L'Infermiera Nella Corsia Dei Militari (1979) dell'infaticabile Mariano Laurenti. Le infermiere hanno sempre dato gran soddisfazioni, i marmittoni pure, ecco che assieme saranno faville, come al solito. La Cassini e Banfi saranno poi anche la dottoressa e il colonnello poiché, come è noto, La Dottoressa Ci Sta Col Colonnello (1980); qui Banfi però è il gestore di una casa di cura per matti, un po' tutti con la fissa di essere grandi generali e condottieri militari, dai soliti Napoleone Bonaparte ai garibaldini, mentre la Cassini è l'infermiera mandata "dal collocamento". Laurenti non risparmia sul burro e la margarina, e cala un triplete da cura ricostituente; oltre alla Cassini infatti abbiamo pure Karin Schubert e Nieves Navarro/Susan Scott. E a dirla tutta, non accreditata, sul finale abbiamo anche Carmen Russo. Ma andiamo per ordine; la Cassini è protagonista indiscussa e, più che lei, il suo sedere, noto in tutto il mondo al pari delle cascate del Niagara e del Colosseo. Lo sventola parecchio nel film, che annovera anche la scena stracult nella quale Banfi deve farle l'iniezione....e vabbè, ci siamo capiti. La Schubert è usata parcamente sempre vestita (anche se il suo fisico è sempre stupendo), ed ha appena una scena d'amore di vedo e non vedo. Ruolo marginale e pure troppo serioso per la Schubert, che stava scivolando verso la tragedia personale; se L'Infermiera Nella Corsia Dei Militari non è l'ultimo film "normale" dell'attrice tedesca, è perlomeno uno degli ultimi prima del porno. La Scott è la moglie di Banfi nel film (tant'è che - Cassini o non Cassini - ti chiedi come diavolo si possa aver bisogno di un'amante quando sei sposato alla Scott). Ma il problema di Banfi è che la donna è frigidissima, addirittura legge le riviste mentre fanno l'amore (in compenso per 3/4 di film è sempre nuda). I suoi siparietti con l'improbabile Lucio Montanaro, il vinaio che porta le cassette di bottiglie, sono memorabili, qualcosa che solo un allupato spettatore della commedia sexy all'italiana potrebbe accettare di credere. Infine Carmen Russo arriva in chiusura, è una modella che il pittore pazzo Alvaro Vitali ritrae, ovviamente nuda, con il suo seno titanico a far bella mostra di sé.

Oltre ai Rommel e ai Napoleone, nella casa di cura ci sono anche altre tipologie di matti, come la grassona che si crede Ginger Rogers (e allunga sempre assegni milionari a Banfi, costringendolo ad estenuanti sessioni di prova prima del "debutto" di fantomatici balletti); Vitali, come detto, pittore con la fissa della zanzara, che naturalmente schiaccia in faccia a tutti con risultati da comica; Gino Pagnani, uomo safari sempre a caccia di bestie feroci, alle quali costruisce grandi trappoloni nei quali però cade sempre Lino Banfi. Ci sono poi Jimmy Il Fenomeno - che sarebbe stato un matto perfetto, e proprio per questo, per un gioco dei contrari, Laurenti gli fa fare il portiere della villa, mettendogli in bocca la battuta tormentone: "io non sono matto, io sono il portiere!" - e suor Fulgenzia (Ermelinda De Felice), monaca scorreggiona che allieta con le sue flatulenze i degenti. Parallelamente alla trama squisitamente comica della villa dei pazzi, e alla spruzzata di erotismo data dalle attrici femminili, Laurenti inserisce una sottotrama spionistica, con Elio Zamuto che è alla ricerca di due quadri preziosissimi, e che ha motivo di ritenere siano nascosti alla casa di cura. La Cassini diventa la sua complice, dividendosi così in tre ruoli: l'infermiera, la cantante da night (c'è il suo bel numero con balletto e canzone super atletica), e l'investigatrice privata. I quadri poi saranno ritrovati nella stanza di Alvaro Vitali, il quale ci aveva ridipinto altri soggetti. E c'è pure spazio per un po' di romanticismo, visto che il bel tenebroso Prof. Santarelli (Paolo Giusti), che lavora alla villa, diventa un po' l'alter ego amoroso della Cassini, e tra i due si instaura un rapporto di amore-odio che cela evidentemente del tenero. Finale casinista con Banfi che perde il controllo di tutto, ammattisce e si ritrova tra i suoi pazienti, stavolta dalla parte dei pazzi.

Trailer ufficiale

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