Ecco Noi, Per Esempio…

Ecco Noi, Per Esempio…
Ecco Noi, Per Esempio…

Corbucci con Pozzetto e Celentano gira una commedia che non è tanto commedia; Ecco Noi, Per Esempio... sfrutta il talento comico dei due pezzi da novanta del cinema italiano ma si concede spesso e volentieri delle parentesi amare, anche tragiche. La storia è quella di un poeta ingenuotto di provincia (Pozzetto) e di un fotografo spiantato (Celentano) che si incontrano a Milano. Rispetto alla classica commedia all'italiana qui c'è dello spessore in più; i due personaggi nutrono ambizioni e desideri ma condividono un retroterra sofferto. Celentano in particolare, detto Click, ha alle spalle una storia andata male con Capucine, si diletta senza orizzonte con la bella Barbara Bach (riccona debosciata e un po' perversa) e mantiene una "moglie" (Imma Piro) con tre bambini, di cui uno orientale ricevuto in affidamento; i soldi sono pochi e la famiglia vive in condizioni di sofferenza, fino a che la Piro impazzisce a causa della depressione, arrivando quasi a nuocere ai bambini ed a se stessa. Quella ad esempio è una scena molto drammatica, un piccolo pugno allo stomaco nel bel mezzo dell'andamento lieve della (presunta) commedia... ma in realtà, a quel punto della pellicola, Corbucci ci ha già fatto capire che il terreno sarà accidentato. Questo frammento amaro si chiude con un particolare ancora più straziante, la Piro, mal vestita e fuori di sé, chiede a Click di poter godere un'ultima volta del suo amore. E Celentano per un attimo pare quasi fuori ruolo. Da subito però capiamo che il materiale che abbiamo sotto gli occhi è da maneggiare con attenzione; nel prologo del film Celentano viene pestato a sangue da dei criminali che lui stava fotografando in azione, alla ricerca del solito scoop che gli cambierà la vita. Una serie di botte troppo poco comiche e molto "vere" per essere una commedia. Così come anche il finale - SPOILER: da quando Celentano viene ferito agli occhi e rimane cieco, quindi l'incontro in ospedale di Pozzetto e Celentano, ed infine il saluto alla stazione ferroviaria di Cremenago (paese inesistente, modellato su Cremenaga, nel varesotto).

I personaggi che si muovono intorno alla coppia di protagonisti sottolineano la particolarità del film: quello della Bach è troppo abbozzato, pare debba nascerne una qualche sottotrama interessante ma invece muore lì. Felice Andreasi è la sua strana compagnia sono dei borghesi fascistelli armati fino ai denti, anche questa una parentesi strana ed allucinata all'interno della pellicola. Quindi George Wilson, ovvero il poeta Melano Melani, trombone omosessuale e meschino; poi ci sono travestiti (Ernst Thole), la famigliola di paese della promessa sposa di Pozzetto, con il suocero che realizza il grande sogno del poeta, veder stampato il suo libro di poesie. Lungi dall'esserne gratificato, Pozzetto si sente umiliato per non essere riuscito con le proprie forze ad affermarsi nella grande città, nonché soffocato dal paternalismo del suocero (tanto da bruciare tutte le mille copie ricevute in dono). Le due vecchiette dell'ospizio sembrano strappate al Muppets Show, con Ester Carloni che scambia sempre Pozzetto per suo figlio morto. Da segnalare anche due comparsate che non passano inosservate, le giovanissime Carmen Russo (con quella maglietta attillata senza reggiseno...l'ho riconosciuta dagli occhi) e Lory Del Santo (con un mocio vileda al posto dei capelli), ovvero due poco di buono che Pozzetto e Celentano ubriachi raccattano in discoteca.

Corbucci ambienta il tutto nel contesto degli anni '70 più politicizzati (siamo nel '77 del resto) tra lotte politiche, criminalità feroce e femminismo (audace la scena dello speculum). Il povero Andreasi freddato in auto da un colpo di pistola in fronte sembra quasi un fotogramma di un poliziottesco. C'è poi l'inizio vero e proprio del film, con Pozzetto che scende dal treno in una stazione apparentemente deserta, ma che invece diventa teatro di un violento scontro all'arma bianca di poliziotti e facinorosi contestatari. Ecco Noi, Per Esempio... è un film che, per le particolarità evidenziate, offre diversi motivi di interesse, tuttavia complessivamente è un film che a mio parere non funziona del tutto, rimane interdetto tra le sue diverse anime, non si ride di gusto (non era nelle intenzioni del regista, vero, ma i nomi in cartellone ingannano), si sorride spesso ma si viene redarguiti dal tenore forte di alcuni spunti di sceneggiatura. Si ha la sensazione dell' "avrebbe potuto essere ma non è". Comunque un episodio atipico nell'alveo della commedia italiana. Il film uscì inizialmente vietato addirittura ai 18 anni, e fu poi abbassato ai 14. Non pochi i tagli censori. Celentano e Pozzetto lavoreranno ancora insieme nel successivo Lui E' Peggio Di Me.

Trailer ufficiale

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