Tra le infinite liceali a spasso per il mondo c'è anche quella al mare con l'amica di papà, di Marino Girolami. Il papà della situazione è Renzo Montagnani, ribattezzato Don Galeazzo dalla moglie Marisa Mell, ovvero uno che "mangia, beve e non fa un cazzo" (in quanto mantenuto); d'altra parte Montagnani si rivolge a sua moglie come SS, a sottintendere il rapporto di totale dominio della donna. Per altro la Mell ha anche esigenze particolari, vuole amoreggiare in pubblico, nei musei, al cinema, sul pullman. Non c'è commedia sexy che si rispetti senza l'amante e infatti Montagnani se la intende con Cinzia De Ponti, che cerca di vedere come può, quando il guinzaglio della moglie si allenta. Al contempo la coppia ha una figlia liceale, Sabrina Siani, all'epoca sedicenne quindi effettivamente ancora liceale (nello stesso anno uscirà La Dea Cannibale di Franco con lei protagonista). Poi abbiamo due sciancati interpretati da Gianni Ciardo e Alvaro Vitali che intendono rapire la ragazza a scopo estorsivo. La Siani viene rimandata a scuola e così Montagnani architetta di portare al mare suor Placida (in realtà la De Ponti) per seguire la figlia e prepararla per l'esame di riparazione. Da qui nasceranno tutti gli equivoci del caso, sistematicamente a sfondo erotico.
C'è Andrea Brambilla, poi Zuzzurro, nei panni del maggiordomo spigoloso della Mell e di Montagnani, e c'è Lucio Montanaro che appartiene ad un improbabile drappello di militari che presta servizio nei boschi pugliesi a ridosso del villone dei coniugi, e che comprensibilmente si agita quando assiste agli spogliarelli della De Ponti e alle grazie delle altre donne di famiglia. Montanaro per altro gioca in casa perché il film è stato girato anche a Martina Franca, suo luogo natio. Marisa Mell ha una ruolo un po' mortificante, è una specie di ninfomane dittatoriale, ne esce molto meglio la Siani qui in piena fioritura, con micro costumi balneari, ed anche la Ponti, davvero sensuale. Montagnani è quello che strappa qualche risata grazie al suo rodatissimo repertorio, anche se per la verità la sceneggiatura non è poi così spumeggiante da questo punto di vista, Montagnani sta in piedi prevalentemente grazie al mestiere. Ciardo e Vitali sono atroci, a tratti quasi imbarazzanti, la caratterizzazione dei loro personaggi è sotto zero, e soprattutto come coppia comica sembrano funzionare relativamente. A Vitali è affidata anche la canzone che apre e chiude il film, e che di fatto narra la particolare inclinazione della Mell. Tra l'altro quando lei entra nei cinema le locandine ritraggono pellicole dai titoli totalmente differenti da ciò che la donna vede sullo schermo e le provoca eccitazione.



