Pellicola sci-fi del 1953 tanto affascinante (oggi) quanto ingenua (oggi). Elementare in ogni sua linea narrativa, al punto tale che ogni personaggio è caratterizzato sostanzialmente da un solo attributo che ne delinea il modo di penare e di agire. In breve, una missione spaziale umana punta la Luna per aprire l'era dei viaggi spaziali e colonizzare altri pianeti. Qualcosa durante il tragitto va storto, la navicella viene colpita ed è costretta ad un allunaggio forzato sul lato oscuro del satellite terrestre. Qui dopo una prima esplorazione del suolo l'equipaggio formato da quattro uomini e una donna scopre che c'è una sorta di risacca che riproduce le stesse condizioni della Terra, forza di gravità e ossigeno compresi. Dentro questo mondo sotterraneo gli umani entrano in contatto con un'antica civiltà fatta esclusivamente di donne dai poteri telepatici e dalle enormi conoscenze. - SPOILER: le donne della luna non hanno buone intenzioni, intendono servirsi dei terrestri, soggiogarli psicologicamente, impadronirsi della loro astronave e tornare sulla Terra per dominarla, scampando così al crepuscolo della propria civiltà.
L'atroce e inutilmente entusiasta titolo italiano non rende giustizia a quello originale, Cat-Women Of The Moon, anche se non è dato di sapere perché si tratti di donne gatto. L'aspetto è tale grazie a delle tutine nere, al trucco e all'acconciatura che in qualche modo intendono donare alle attrici un aspetto vagamente felino, ma al di là del fattore estetico non c'è alcunché che possa imparentare le donne ai gatti. Ciò premesso, il titolo della pellicola di Arthur Hilton gode di un fascino tutto suo anche se, come detto all'inizio, procede per categorie ottenute a colpi d'ascia. Le donne del film sono infide, ambigue e traditrici, compresa la terrestre Marie Windsor (sorta di Joan Collins minore) che è la prima a soccombere al potere mentale delle cat-women. Gli uomini sono decisamente più affidabili. Il comandante (Sonny Tufts) e il suo vice (Victor Jory) sono i cowboys americani della situazione, pragmatismo, poche chiacchiere, frasi perentorie e lapidarie. Jory in particolare ha una evidente misoginia e soffre il comando dell'amico Tufts. Il resto dell'equipaggio è sempre e soltanto descritto da una peculiarità, c'è il venale (Douglas Fouley) e il romantico (William Phipps), mentre la Windsor di fatto è la ragazza del capitano, anche se non esiterà a rivoltarglisi contro e a baciare il suo secondo.
L'accuratezza scientifica del film è totalmente fuori dai radar, gli astronauti sono in pantaloni e camicia sulla Luna, hanno le pistole di John Wayne e l'interno della loro astronave è una sorta di salottino da campeggio. L'America del 1953 era lontana anni luce dall'idea dello spazio, della Luna e della veridicità scientifica che ad esempio Stanley Kubrick mostrerà nel 1968 a ridosso della missione Apollo 11. Quei Fantastici Razzi Volanti è un fumetto in bianco e nero di serie B, con i costumini delle villain che si contrappongono ai maschi alfa yankee e naturalmente tutto è bene quel che finisce bene. Non bisogna farsi domande nello spazio, ad esempio non bisogna chiedersi perché il popolo delle cat-women usi le lettere greche come nomi propri (alfa, beta, lambda, etc), pur essendo totalmente a digiuno del mondo ellenico. Il trucco delle gatte da solo vale mezzo film e le ragazze hanno anche un balletto che avremmo potuto indistintamente vedere in una produzione hollywoodiana sugli egizi, i babilonesi o gli antichi romani. Anche la reggia delle cat-women è fatta di colonne, grandi lastre di pietra e triclinii imperiali. Nel 1958 il film ebbe un remake, uscito in originale come Missile To The Moon (in Italia come Missili Sulla Luna). A suo modo Quei Fantastici Razzi Volanti fu alquanto importante per tutto un filone fantascientifico avventuroso a venire che vedeva civiltà aliene di donne amazzoni scontrarsi contro uomini terrestri. Un pregio riconosciuto alla pellicola è la fotografia in 3D di William Whitley che contribuì all'alone misterioso ed inquietante del racconto (mai quanto i due giganteschi ragni pelosi appesi ad un filo nei quali si imbattono i terrestri appena sbarcato sull'insidioso suolo lunare nascosto alla luce del sole). Negli anni '90 la Windsor a proposito della sua partecipazione dichiarò: "uno dei film peggiori in cui sia stata coinvolta. Penso che ce l'abbiamo fatta in due settimane. Negli ultimi giorni di produzione ci è stato detto che eravamo in ritardo e le riprese si sono interrotte. Diverse pagine della sceneggiatura non sono mai state girate! Ancora non riesco a credere che stessimo volando sulla luna in un'astronave seduti su normali sedie da scrivania con ruote."



