Provincia Violenta

Provincia Violenta
Provincia Violenta

Provincia Violenta (di Robert Moore aka Mario Bianchi, 1978) è pura exploitation del poliziesco all'italiana. Già i poliziotteschi sono la deriva truce e spicciola del genere, questo film di Mario Bianchi (girato qualche anno prima di darsi al porno tout court) estremizza ulteriormente il piatto, caratterizzandosi per un piglio particolarmente rozzo, sbrigativo, cafone. Tutto è ridotto all'essenziale, i cliché del genere sono al minimo sindacale, si nota anche un certo pauperismo esistenziale (vedi le Fiat 127 e le Mini Minor al posto delle solite Bmw e delle Mercedes....giusto una Giulietta senza sirena ad inizio film).

Il duro di turno e un ex carabiniere di 1 metro e 20, con la faccia da comparsa degli spaghetti western, tale Calogero Caruana, e una grave idiosincrasia coi barbieri; le bellone del film sono di quarta categoria, e i cattivissimi criminali non avrebbero impensierito nemmeno Paperinik. Domina il ciuffo selvaggio, e c'è pure Al Cliver a fare il sicario senza cuore. Il grande Spartaco Battisti (ma chi cazz[email protected]#) è il Commissario Righi, corrottissimo poliziotto al servizio della Mala, un'organizzazione che droga le belle donne, fa foto compromettenti, e poi le ricatta, il tutto con la copertura della polizia di provincia, ma l'ex Carabiniere Franco Sereni (ex perché a forza di ammazzare tutto ciò che si muove nel raggio di un km dalla sua fondina, i superiori lo cazziano fitto fitto e lui, offeso, decide che l'Arma è una roba per signorine) non ci sta, e dopo aver fatto seccare tutte le sue amiche che sono nel giro e lo implorano di aiutarle (e infatti....muoiono come mosche!), riesce a sventrare la banda e chiudere in bellezza affermando che in questa società c'è ancora qualcuno a cui importa "fare il proprio dovere".

Le musiche sono di Stelvio Cipriani, ma non bastano nemmeno quelle a salvare 77 minuti di polizziottesco tirato via e visibilmente improvvisato (ai limiti della parodia, volontaria o meno). La recitazione, salvo pochissime eccezioni, dà sull'imbarazzante spinto, e proprio Caruana strappa parecchi momenti di comicità involontaria durante gli scazzottamenti, per le sue facce, la sua mimica, i suoi movimenti improbabili (quando assume la posizione da "adesso mi arriva uno sganassone allo sterno, 'spetta che faccio la faccia"). Tra inseguimenti super velocizzati alla Benny Hill, la mitica canzone "Ti Amo" cantata in discoteca dalla belloccia bionda e popputa Simonetta Martini (aka Simona Marini aka Simona Io), il montaggio da porno amatoriale, le risse che fanno sembrare credibili quelle di Bud Spencer e Terence Hill, c'è un bel repertorio di kitscherie in questo film, giustamente definito "carabinieresco" più che poliziottesco, visto che l'eroe è un Caramba, e la Polizia, dove c'è, è pure marcia. Che vi devo dire, Provincia Violenta si può vedere per completismo del filone poliziottesco, per amore del cinema Z, per ridere sotto i baffi; certo, chi ha la pessima abitudine di denigrare il cinema di genere italiano dei '70, qui ci andrebbe a nozze. Bianchi fa pure il simpatico, mette in bocca a due signore un dialogo nel quale una chiede all'altra che film sia andata a vedere al cinema, e quella risponde: "un poliziesco all'italiana...capirai, sono tutti uguali". Ecco, probabilmente si trattava di Provincia Violenta.

Trailer ufficiale

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