Stando a quanto sono riuscito a reperire al riguardo, Provare Per Credere nasce come pellicola cinematografica ma viene poi dirottata sul circuito televisivo. L'impronta in effetti è molto più televisiva che conformata per il grande schermo, anche a livello di tematica. Pare un instant movie, di quelli che cercano di battere un ferro caldo, nello specifico quello di Guido Angeli, volto noto del piccolo schermo degli anni '80 per le pubblicità del mobilificio Aiazzone di Biella. Angeli è uno di quegli eletti che è si è eternato nel circo mediatico a seguito del conio di uno slogan che lo ha reso celebre, tanto lui quanto il brand che pubblicizzava. Stiamo parlando esattamente del titolo del film, di cui Sergio Martino furbescamente si appropria. Se non erro uscì anche un 45 giri di Angeli sempre intitolato "Provare Per Credere". Una di quelle figure un po' alla Wanna Marchi per intendersi, o Roberto "baffone" Da Crema, capaci di travalicare il proprio ambito e imporsi come qualcosa di più, sebbene sempre in un circuito trash o poco più. Qui Angeli è poco più che un pretesto, poiché serve ad avviare la pellicola e poi la conclude, arriva in tempo per girare l'ultima scena; non è lui insomma il cuore della vicenda ma fa da sponsor, ciò che in effetti era. Martino costruisce tutto attorno a Gianni Ciardo, caratterista pugliese sorprendentemente eletto a protagonista, senza avere il phisique du role per reggere una tale responsabilità, soprattutto senza l'aiuto di una sceneggiatura solida che potesse riempire i vuoti di recitazione.
Il film parte con Ciardo che fa da presentatore della propria situazione, si rivolge direttamente allo spettatore e lo invita a seguire quanto sta per accadere. Quindi ci trasferiamo in casa sua, dove vive con la moglie Germana (Patrizia Pellegrino). Il ménage è un po' stanco nonostante la frizzante Pellegrino faccia di tutto per ravvivarlo, compreso inscenare estemporanei spogliarelli alla 9 Settimane e ½, che viene apertamente citato nel film. Ciardo è più interessato alla filatelia che alla moglie e soprattutto dorme in piedi. Giustamente la Pellegrino si stanca e lo molla. Corre in suo soccorso Angeli, playboy di lungo corso e sempre circondato di belle donne, discinte e disponibili 24 ore su 24, come ad esempio Silvia (Pamela Prati), di cui Ciardo si invaghisce. Angeli, suo vicino di pianerottolo, si assenta per qualche giorno e organizza incontri amorosi a Ciardo concedendogli l'usufrutto tanto del suo appartamento quanto delle sue donne. Ciardo novello Manuel Fantoni di verdoniana memoria si troverà quindi improvvisamente assediato da un esercito di bellezze, da Tinì Cansino alla Prati, da due modelle amiche della Cansino (Miriam Axa e Cristina Stabile), alla moglie del portiere del condominio (Gegia) e persino da un'altra inquilina che lo aveva sempre rifiutato ma ora si è infoiata (Nicoletta Piersanti).
Provare Per Credere soffre innanzitutto di una quasi totale assenza di sceneggiatura, fondamentalmente Ciardo ha a che fare con troppe donne contemporaneamente e le deve gestire, infilandole in ogni stanza della casa, sotto la doccia o al ristorante. L'unico sconvolgimento è rappresentato dal ritorno della Pellegrino con famiglia al seguito - il padre è interpretato dal meraviglioso Silvio Spaccesi (attore sottovalutatissimo a mio modesto parere), la madre è niente meno che Clara Colosimo - che cercano di sistemare le cose con Ciardo, ma naturalmente precipiteranno ulteriormente, fino ad un piccolo colpo di scena finale. Il core business di questo film sono le attrici in lingerie che si spogliano. E' un bel vedere, Tinì Cansino in quegli anni era forse tra le cose più belle che poteva capitare di vedere su di uno schermo, gran pantera la Prati, divertente e anche carina Gegia all'epoca neanche trentenne, la Pellegrino sempre un po' sopra le righe come attrice - anche per via dei ruoli che le assegnavano - e a questo giro poco erotica (una volta tanto). Ci si deve accontentare di quello, si può guardare Provare Per Credere avendo la consapevolezza che di questo si tratta, una commedia sexy con poca commedia a molto sexy. Martino fa una comparsata (dà un'informazione logistica a Ciardo in malo modo).
C'è anche un errore di raccordo, quando Ciardo arriva con la Cansino in casa con una certa acconciatura e all'improvviso alla scena successiva i suoi capelli tornano normali. Ci sono lungagnate un po' inutili come il lungo siparietto dell'inseguimento di Ciardo nei confronti della Cansino, giocano come due amanti in casa ma il tutto è tirato davvero troppo per le lunghe. Ci sono Ennio Antonelli e Maurizio Mattioli ad arricchire la pietanza ma entrambi sono monodimensionali, uno deve farsi pagare un conto al ristorante l'altro dà la caccia ad un condomino maleducato (che poi è Ciardo). Sui titoli di testa la Cansino balla e canta la sua canzone, durante lo spogliarello la Pellegrino canta una propria canzone e naturalmente ad un certo punto sentiamo anche "Provare Per Credere" di Angeli. Ma non è tutto, i titoli di coda vedono esibirsi Ciardo in una improbabile parodia di Elvis Presley.



