Piedino Il Questurino nasce appositamente come rifacimento parodia in deminutio di Piedone Lo Sbirro, laddove Bud Spencer era -one mentre Franco Franchi è -ino, e Spencer era sbirro a tutti gli effetti mentre Franchi è "solo" un questurino. Steno dirige il poliziesco napoletano appena l'anno prima e subito Lo Cascio alias Luca Damiano schiera Franchi pure lui a Napoli, benché il nostro brigadiere Petralia sia ovviamente siculo. E' la dannazione del suo superiore, il commissario Pappacoda (Enzo Andronico), il quale sa che ovunque impieghi Petralia saranno guai per la Polizia. La nemesi del brigadiere sono i fratelli Pera, un trio criminale capeggiato nientemeno che dal geometra Calboni in persona, Geppino Anatrelli (qui però doppiato da Sergio Fiorentini). Ogni qual volta Petralia si mette alle calcagna dei Pera lo fa sequestrando l'automobile del primo cittadino a caso che gli si para davanti, e questo primo cittadino a caso è sempre Luca Sportelli, un povero Cristo che va avanti per tutto il film a comprare macchine a rate che puntualmente Franchi gli sfascia fino all'ultimo bullone. Nella sua lotta senza quartiere alla criminalità Petralia si imbatte nella famiglia Quagliarone, il cui patriarca è lo spiantato barone Ferdinando (Pinuccio Ardia); sua nipote Maria (Irina Maleeva) è l'esca con cui viene agganciato Petralia, perdutamente innamorato della bella contrabbandiera di sigarette. I Quagliarone si servono dello sciocco Petralia per fare le soffiate ai Pera e guadagnarsi la giornata. Tuttavia, per una serie di circostanze del tutto fortuite, alla fine Petralia riuscirà ad avere la meglio sui Pera, e per questo verrà spedito in America ad occuparsi del caso Watergate.
Per quanto la cifra comica di Franchi fosse completamente diversa da quella di Spencer, i cui film piedoneschi per altro mantengono comunque una cifra poliziesca sempre ben presente, la pellicola di Damiano non si fa mancare elementi caratteristici del genere, come gli inseguimenti automobilistici per i vicoli della città con incidenti spettacolari e delle grandi scazzottate nelle quali vediamo Franchi fare il verso a un improbabile incrocio tra il Bud Spencer "Piedone" e il Terence Hill "Trinità". A tratti Franchi sembra un po' un spaesato, anche perché i momenti comici non lo sono poi tantissimo, non è che si rida proprio a crepapelle. Franchi rimane il mattatore che è, ma si sente che la sceneggiatura cerca di mettere assieme le pere con le mele, creando qualche difficoltà all'attore palermitano. Ciò non toglie che alcuni momenti siano davvero esilaranti, come l'apertura nella quale un inconsapevole Petralia dapprima aiuta uno scippatore a fuggire, poi si getta al suo inseguimento distruggendo la prima della lunga serie di autovetture che Sportelli acquisterà; oppure come l'inseguimento a base di spaghetti e polpi. L'iniezione di napoletanità è molto accentuata grazie alla famiglia Quagliarone, che mette assieme diverse vecchie glorie partenopee come Rosita Pisano, Giacomo Rizzo e Pinuccio Ardia. Da segnalare tra la lunga lista dei caratteristi impiegati anche il sempiterno Nino Terzo con tutti i suoi baffi. Da segnalare anche che Luca Damiano passerà alla storia come uno dei più prolifici registi del porno italiano, ma i più scafati di voi scommetto che questo lo sapevano già.



