Occhio Alla Perestrojka

Occhio Alla Perestrojka
Occhio Alla Perestrojka

Jerry Calà, che oltre ad interpretare il film assieme a Ezio Greggio e Rodolfo Laganà ne scrive anche il soggetto e collabora alla sceneggiatura, racconta che il film fu in instant movie, o meglio una instant idea, a seguito della notizia della caduta del muro di Berlino. Avendo amici che andavano spesso a fare viaggi oltre cortina, non solo d'affari, Calà pensò a cosa sarebbe successo un minuto dopo la fine di quei regimi che di fatto impedivano ai propri cittadini e soprattutto alle proprie cittadine di venire in Italia a trovare il loro amante italiano. Fatto affidamento a Castellano e Pipolo per la regia, arruolò Greggio come sparring partner, col quale aveva già condiviso l'esperienza di Yuppies, e come terzo opzionò Rodolfo Laganà. Occhio Alla Perestrojka rivisto oggi è un film che avrebbe diversi problemi con il politicamente corretto a causa del suo malcelato razzismo e di un sessismo piuttosto esibito. Il suo repertorio di battute infierisce generosamente su etnie diverse (e sottoposte) come quelle marocchina e filippina, Greggio ha una battuta ferocissima sulle ragazzine minorenni, Calà inveisce contro Gorbachev (che "si deve fare i ca.... fatti suoi"), i bulgari sono dipinti come degli sprovveduti che si comprano facilmente con la furbizia italiana e più in generale tutto l'impianto del film si regge sui classici maschi nostrani che fanno fatica a tenere a guardia il testosterone e cornificano le proprie mogli, con tanto di finale consolatorio - oggi irricevibile - nel quale la moglie di Calà (Corinne Clery) capisce la tresca del marito e accetta senza la minima protesta l'amante con prole al seguito, amante che dal canto sua diventa la cameriera di casa, con tanto di grembiulino, il solo destino possibile per una ingenua ragazza dell'est venuta a cercar fortuna in Italia. Va meglio alla spasimante di Laganà (Jeanett Vredeveld), che approfitta di ogni opportunità per scalare l'azienda nella quale lavorano i tre latin lover, naturalmente nell'unico modo in cui si pensa che una donna guadagni posizioni di potere.

Occhio Alla Perestrojka è tutto questo ed è al contempo un film estremamente divertente che con situazione semplici strappa la risata, grazie ad un cast ottimamente assortito e ad un Calà in ottima forma. Ovvio che il contorno di ragazze sia lì a mostrare quanta più epidermide possibile, non solo le bellezze venute dall'est (tra queste anche la miss Mosca Maria Kalinina) ma anche la splendida Marina Giulia Cavalli che sfoggia un fisico assolutamente all'altezza della controparte slava. La regia di Castellano e Pipolo è una garanzia, e a condire la ricetta non mancano caratteristi di pregio come Nicheli, Santonastaso, Sbragia e Diogene, ma lo stesso Greggio si riserva un personaggio ai limiti del demenziale (questo è il suo primo film post Drive In e sostanzialmente Greggio è ancora quello lì). Un po' sprecata la Clery, il cui ruolo sarebbe potuto andare indistintamente a qualsiasi attrice essendo stato scritto in modo sin troppo orizzontale. Il film è girato a Crema e l'aria di provincia contribuisce a dare un'atmosfera raccolta e allo stesso tempo ruspante alle immagini.

Trailer ufficiale

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