Messe Nere Per Le Vergini Svedesi

Messe Nere Per Le Vergini Svedesi
Messe Nere Per Le Vergini Svedesi

Messe Nere Per Le Vergini Svedesi (in originale Virgin Witch) è un delizioso horror sexy anglosassone girato nel 1970 nel Surrey. Per via del suo contenuto alquanto provocatorio tanto sul versante occultistico quanto su quello erotico subì diverse traversie censorie, fino al via libera ottenuto solo nel 1972, un anno dopo la sua uscita. Anche per questo motivo in homevideo il film ha conosciuto diverse edizioni con minutaggi variabili. Ufficialmente la pellicola dura 88 minuti, Redemption e Salvation nel mondo anglosassone hanno messo sul mercato edizioni integrali, Sinister in Italia ha pubblicato una versione restaurata ma lunga 85 minuti. Le due protagoniste femminili, le sorelle Ann e Vicki Michelle, hanno poi ritrattato la loro partecipazione al film, ritenendolo un prodotto di bassa exploitation e affermando che sul set il regista Ray Austin richiese molti più nudi di quanti ne fossero necessari (e concordati), col solo intento di realizzare un film per accontentare il pubblico maschile, per quanto ci sia una manifesta componente anche lesbica nella vicenda. La trama vede due ragazze scappare di casa per via della rigida educazione familiare, con l'intento di affermarsi come modelle. Proprio questo spinge la più intraprendente delle due Christine (Ann Michelle) a procurarsi un appuntamento con una celebre fotografa di moda, la quale a sua volta inganna Christine invitandola per il weekend per un servizio fotografico presso una magione in campagna. La realtà è che quel luogo è la sede di una setta esoterica dedita a riti magici e stregoneschi, officiati dal capo della setta, il dr. Amberley (Neil Hallet), e dalla fotografa stessa, nonché gran sacerdotessa (la bellissima Patricia Haines, moglie di Michael Caine dal 1954 al 1962). Entrambi i due santoni soddisfano le proprie pulsioni sessuali attraverso le celebrazioni magico-orgiastiche e le due sorelle saranno le prossime vittime del "sacrificio". La setta però non ha fatto i conti con le spiccate doti soprannaturali di Christine e con la sua ambizione di affermarsi non solo come modella ma anche come strega.

Il titolo italiano del film è tutto sballato, non ci sono né messe nere né svedesi, tutt'al più le vergini, poiché tali sarebbero le sorelle (anche se su Christine qualche dubbio è lecito). Siamo nei dintorni di Londra, l'humus è tutto britannico, ma non è difficile capire il perché di quella titolazione per la distribuzione nazionale. Al netto dell'ovvia pretestuosità di una storiella costruita apposta per solleticare gli appetiti commerciali di un pubblico popolare, Messe Nere Per Le Vergini Svedesi è un ottimo lavoro, girato con gusto, dai colori sgargianti, dal montaggio ritmato e sapientemente distribuito, dalla colonna sonora ficcante e dall'atmosfera estremamente seventies che da sola svolge buona parte del gioco. Divertenti i costumi della setta così come gli abiti delle ragazze (quando li hanno indosso). Sebbene la componente sexy sia piuttosto evidente, Austin sa creare tensione nera lungo i fotogrammi e al contempo le nudità e gli amplessi offerti allo spettatore sono ovviamente piacevoli, ovviamente gratuiti, ma mai volgari o insulsi. Magari pretestuosi ma astuti. Messe Nere Per Le Vergini Svedesi intende eccitare chi guarda, con la paura e con la sensualità, e ci riesce egregiamente in entrambi i casi. Pellicola molto pop, frizzante, che non si perde in lungaggini e velleità, sempre a fuoco e tirata dall'inizio alla fine (con un finale affatto conciliante per altro). Le critiche furono varie e altalenanti ma se cercate un buon prodotto di intrattenimento con quel non so che di pagano e ammiccante tipicamente anglosassone, con una fotografia pulp e fiammeggiante, con delle ragazze piuttosto disponibili, e con quella malizia di chi sa che sta sconfinando nel proibito, avete trovato quello che fa per voi.

Trailer ufficiale

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