La Polizia Interviene: Ordine Di Uccidere!

La Polizia Interviene: Ordine Di Uccidere!
La Polizia Interviene: Ordine Di Uccidere!

Negli '70 la Polizia ordina, insegue, spara, ringrazia, incrimina, accusa, brancola nel buio, chiede aiuto, è sconfitta, è al servizio del cittadino, ha le mani legate, sta a guardare. Con Giuseppe Rosati interviene e ordina di uccidere. Siamo in pieno poliziottesco ma con deriva terroristica e complottistica, poiché il commissario Murri (Leonard Mann, al secolo Leonardo Manzella) si trova a raccogliere prove e poi fronteggiare un'organizzazione eversiva composta da poliziotti, senatori, finanzieri e chissà quali altri livelli, che mira al colpo di Stato. Dapprima Murri ci rimette due dei suoi uomini, poi anche la fidanzata (Antonella Murgia), medita persino di lasciare il corpo ma poi s'incazza - come da tradizione - e sistema le cose a modo suo, ovvero con molto sangue e metodi spiccioli. Il poliziottesco non predilige chi va per il sottile, chi argomenta o frappone lacci e lacciuoli, le questioni in sospeso vanno risolte in un modo o nell'altro e spesso è l'altro ad essere privilegiato. Vendetta, violenza, sterminio e pacificazione raggiunta rendendo inermi i nemici. Del resto i cattivi giocano con le stesse armi dunque perché sottrarsi. Ci sono alcuni passaggi di La Polizia Interviene: Ordine Di Uccidere! che sono davvero cripto fascistoidi, ad esempio quando Murri e un suo collaboratore si fanno crasse risate perché il senatore Leandri (James Mason) è omosessuale (non è esattamente quello il termine che usano). Si tratta di un politico ambiguo, losco, viscido e soprattutto criminale, ma evidentemente il suo difetto più grave è il suo orientamento sessuale. Murri stesso non sembra esattamente immacolato nelle virtù, ha questa fidanzata storica che però mal digerisce la sua professione di poliziotto e allora nei momenti di tira e molla Murri si dedica ad attività motorie con una prostituta di alto bordo (Janet  Agren) che all'occorrenza serve anche da informatrice. E quasi quasi al night ha il tempo anche per un approccio occasionale con una bella avventrice, solo che a un certo punto si ricorda di avere una petulante fidanzata a casa e corre a telefonarle. Dai colleghi viene apostrofato come donnaiolo, quindi la cosa è nota e risaputa.

Quando è in servizio Murri dispensa continuamente massime esistenziali e discorsi motivazionali molto discutibili, "meglio un brutto processo che un bel funerale", come a dire che il poliziotto si può spingere parecchio oltre il consentito, sempre meglio che prendersi delle pallottole. Quelle se le prende al posto suo la Murgia durante un agguato al commissario, che però prontamente si nasconde lasciando la donna completamente esposta alle smitragliate dei manigoldi, non esattamente un comportamento da nobile cavaliere medievale. Murri è il rovescio della medaglia degli assassini corrotti che combatte, tant'è che la Murgia glielo dice proprio quando si accorge che nelle scazzottate notturne in mezzo alla strada Murri ci prova gusto e soddisfazione. Ma lui è la Polizia, quella a cui i cittadini si rivolgono quando ci sono problemi da risolvere e lui li risolve senza tirarsi in dietro. Quando proprio sembra non poterne più si rivolge direttamente al ministro (Enrico Maria Salerno, che nei poliziotteschi dell'epoca ha ricoperto praticamente qualunque ruolo disponibile, dal commissario al questore e al ministro). Il product placement abbonda, dal Fernet Branca all'acqua Pejo. La Polizia Interviene: Ordine Di Uccidere! non è uno dei migliori capitoli del filone poliziottesco italiano di quegli anni, la vicenda è ridotta all'osso e abbastanza pretestuosa, Mann recita come un playboy ma è decisamente poco espressivo, l'azione non è male quando c'è, lo stesso invece non si può dire delle musiche di Paolo Vasile (aspetto non secondario per un film del genere). Peppino Di Capri compare a sorpresa, canta una canzone al night. Il personaggio di Murri tornerà in Paura In Città interpretato però da Maurizio Merli.

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