Secondo il solito criterio scriteriato della distribuzione italiana, non solo i film di Sidaris vengono rinominati con titoli che poco hanno a che fare con quelli originali (questo si chiamerebbe Savage Beach), ma anche l'ordine cronologico è tutto sbagliato, per cui Hawaii Squadra Speciale 3 precede addirittura i capitoli 1 e 2 (rispettivamente del 1990 e 1993), un pasticcio che fortunatamente non fiacca granché la produzione cinematografica di Sidaris poiché i suoi lavori sono sostanzialmente interscambiabili l'uno con l'altro, i titoli sono un corollario che lascia il tempo che trova. La situazione è sempre la stessa, l'agenzia di ragazze procaci (una versione delle Charlie's Angels molto più provocante e siliconate) in missione alle Hawaii per sventare piani criminali di cattivoni piuttosto imbranati. Accade anche in Savage Beach, dove il prologo ci spiega che al tempo della seconda guerra mondiale gli ultimi giapponesi della situazione avevano nascosto dei lingotti d'oro in un'isola sperduta del Pacifico. Anni dopo quei lingotti fanno gola a molti, avventurieri, governi e l'immancabile Cia. Le ragazze (Donna Speir e Hope Maria Carlton) fanno la spola con il loro aereo Cessna per portare medicinali urgenti ai bambini bisognosi ma durante una brutta tempesta precipitano sull'isola. Qui, loro malgrado, si ritrovano nel bel mezzo della faida per l'oro. Daranno una mano ai buoni, prenderanno a legnate e mitragliate i cattivi e tutto è bene quel che finisce bene.
Gli elementi del cinema/non cinema di Sidaris (che si riserva anche una comparsata, è il tizio in pantaloncini che risponde alla radio e poi si mette a leggere il giornale, l'unico senza fisico da culturista) ci sono tutti: adoni palestrati, giunoni gonfie ovunque, pistole, spiagge e tramonti esotici, costumi fluo, scazzottate, esplosioni, scene di nudo gratuito, trama di mezza paginetta, facce da schiaffi, capelli cotonati e occhiali da sole Ray-Ban. Mai farsi domande durante un film di Sidaris, ad esempio quando le ragazze si tingono il volto con i colori di guerra per mimetizzarsi nella giungla, anche se con i loro capelli cotonati e biondissimi, le canotte bianche e scollate, la pelle completamente abbronzata e degli stivaloni fino al ginocchio difficilmente passeranno inosservate, e infatti... I seni delle ragazze esplodono e sono mostrati in ogni occasione, comprese quelle più assurde ed insensate, ad esempio mentre pilotano un aereo per il semplice fatto che devono cambiarsi alla cloche durante il volo. O ad esempio quando Obregón e la sua infoiata Teri Weigel devono assolutamente amoreggiare in macchina mentre un tizio guida attraverso la città. I villain sono davvero da fumetto demenziale. Ovvio che il tutto sia un pretesto per mostrare "big girls with big guns" e tanta azione, sebbene da telefilm di Italia 1 dei tardi anni '80. Pur contestualizzato all'interno del suo target, Savage Beach non è il miglior titolo di Sidaris, che ha sicuramente saputo produrre di meglio, a patto che vi piaccia il genere, chiaro. Il casting delle attrici manco a dirlo deve molto al mondo di Playboy, le ragazze provengono da lì.



