Gioventù Bruciata

Gioventù Bruciata
Gioventù Bruciata

Gioventù Bruciata nel tempo si è costituito la fama del film maledetto perché i suoi tre protagonisti sono morti di morte non naturale, un incidente automobilistico per James Dean appena un mese prima che la pellicola uscisse al cinema, ad appena 24 anni, assassinato Sal Mineo (nel 1976), annegata in circostanze poco chiare Natalie Wood (1981), circostanze abbastanza liminari con un omicidio. Partecipare a Gioventù Bruciata sembra aver lanciato una maledizione sui tre attori, decisamente sfortunati. Lo stesso Dean nel film interpreta una scena di una spericolata corsa automobilistica, esattamente come la Wood nel 1951 aveva girato per il film La Diva una scena di una gita in barca nello stesso tratto di mare in cui perse la vita. Al di là di questo alone sinistro, Rebel Without A Cause, che deve il suo titolo originale al libro di Robert Lidner (Gioventù Bruciata: Analisi Di Uno Psicopatico Criminale) - di fatto quasi solo il titolo perché negli anni la sceneggiatura fu stravolta parecchio rispetto alle pagine scritte dello psichiatra - rimane un film drammatico per diversi aspetti. Non solo il genere di appartenenza, ma il segno profondo che lasciò sul pubblico alla sua uscita. Un film crudo che non faceva sconti all'America degli anni '50, in piena crisi di valori dopo il conflitto bellico. Il quadro è quello di una borghesia molle e flaccida, ridotta all'inedia e all'accidia, senza nerbo, senza insegnamenti da trasmettere ai propri figli, senza esempi virtuosi, totalmente chiusa nelle proprie case, nella propria agiatezza, dedita al lavoro, alle buone maniere di facciata e all'ipocrisia, svelata non appena nella vita degli Stark accade un incidente di percorso.

Jim (James Dean) è un diciassettenne sballottato di città in città alla prima difficoltà familiare, la madre è una sorta di reclusa in casa, verosimilmente debole di nervi, il padre è una specie di maggiordomo tutto fare che ha totalmente abdicato al suo ruolo patriarcale. Jim si trascina per strada, frequentando pessime compagnie, ubriacandosi e finendo al commissariato di polizia di zona. Una grana dietro l'altra Jim la combina grossa, nel tentativo di riscattare il proprio onore al cospetto di una gang di ragazzotti dal coltello facile, partecipa ad una corsa illegale di auto salvandosi la pelle all'ultimo metro ma causando indirettamente la morte di Buzz (Corey Allen), il loro leader. Da quel momento sarà braccato dai suoi sgherri (tra questi un esordiente Dennis Hopper), mentre al contempo cercherà di proteggere Judy (Natalie Wood), la fidanzata di Buzz, e Plato (Sal Mineo), un ragazzo fragile e disorientato. La storia di Jim, Judy e Plato è la storia di tre orfani, tutti appartengono a famiglie con pessime dinamiche relazionali interne, Jim vuole un esempio paterno (Jim Backus) che in casa non trova, Judy vuole un padre (William Hopper) che ha occhi solo per il fratellino, Plato è allevato da una governante di colore (Marietta Canty) nell'indifferenza della madre, separatasi dal padre. I tre ragazzi diventano l'uno per l'altro un surrogato di famiglia, ma il contesto ambientale è spietato e ostile, abbandonati a loro stessi devono imparare a vivere, ad amarsi e ad amare, mentre attorno a loro gli adulti vivono nella costante simulazione e sbagliano ogni mossa. L'unica figura positiva è quella di dell'agente di polizia Ray Fremick (Edward Platt), comprensivo ed accogliente nei confronti di Jim.

Gioventù Bruciata è un giro vorticoso nel vuoto esistenziale e nell'anaffettività, il dolore è vivo e percepibile dallo spettatore mentre la situazione si avvita a perdifiato verso un finale che può solo essere tragico e feroce. La recitazione di James Dean renderà iconica questa sua prova attoriale, certamente acuita dal destino che lo sorprenderà il 30 settembre 1955. Ma Gioventù Bruciata divenne particolarmente importante e celebrato anche per la sua regia, per il taglio obliquo di alcune scene, per l'uso del Cinemascope widescreen introdotto appena due anni prima, per la violenza vivida dei colori (la prima versione originaria doveva essere in bianco e nero), per non parlare della suggestiva location dell'osservatorio astronomico Griffith (Los Angeles). La lista di film che sono passati dal planetario è praticamente infinita (da Terminator a Ritorno Al Futuro, da Pagemaster a Larry Flint - Oltre Lo Scandalo, da La La Land fino al recente Elvis). I toni di Dean sono accorati, puerili, capricciosi, pienamente adolescenziali, la tensione è ai limiti del cinema espressionista, c'è qualcosa di guasto, una frattura insanabile, un meccanismo inceppato che gira a vuoto, i ragazzi perdono di colpo l'innocenza, un'età in cui tutto è permesso, per precipitare nel disgustoso mondo degli adulti fatto di responsabilità che nessuno vuole prendersi, ed è paradossale che sia proprio Jim a spiegarlo ai propri genitori quando loro cercando di demotivarlo dall'andare alla polizia per raccontare l'accaduto ed assumersi le proprie colpe. Con la fine della giovinezza termina anche la disillusione dell'America post bellica, costretta a diventare adulta e concreta, e a fare i conti con la propria coscienza. Molto disturbante il personaggio di Plato (ma quello di Judy non è da meno), un ragazzo disperatamente alla ricerca di aiuto, considerazione, affetto e comunicazione, sventrato nel profondo dell'anima per questo, una figura tragica, archetipica, troppo umana per la disumanità che la circonda.

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