All'altezza del 1984, Jerry Calà è già un fenomeno cinematografico, essendosi lasciato ampiamente alle spalle il periodo Gatti di Vicolo Miracoli. I Fichissimi (1981), Vado A Vivere Da Solo (1982) e Sapore Di Mare (1983) lo hanno lanciato nello star system italiano. In Sapore Di Mare incontra Isabella Ferrari, che sarà la sua sposa in questo film di Francesco Massaro che lo aveva già diretto in Al Bar Dello Sport con Lino Banfi l'anno prima. Qui Jerry è Arturo, un ragazzotto piuttosto vispo con il gentil sesso che sta per convolare a nozze con Susy (Isabella Ferrari), conosciuta per caso una notte di pioggia durante il servizio militare negli alpini. Tra gli ospiti indesiderati della cerimonia c'è Simona (Milly Carlucci), ex migliore amica di Susy, con la quale Arturo l'ha tradita. E in chi si imbatte il promesso sposo proprio il giorno prima del matrimonio? Nella povera Simona, vittima del marito (Renato D'Amore, il mitico Sandrino il mazzulatore di Eccezzziunale... Veramente), burbero e manesco. Come se non bastasse, Arturo è assediato anche da Rita (Karina Huff), ballerina del night Mocambo nonché regalo di addio al celibato degli amici di Arturo (tra i quali il gelataio Claudio Bisio). Le nozze di Arturo non possono che compromettersi, circondato da tutte queste donne, rigorosamente bionde e procaci.
Domani Mi Sposo è il classico film "alla Jerry Calà", porta il suo marchio di fabbrica, come situazioni, comicità e battute. Difficilmente verrà apprezzato da chi non simpatizza per l'attore veronese di adozione ma di nascita catanese. Le freddure di Jerry sono molto radicate in quegli anni e non di rado fanno riferimento a personaggi televisivi, programmi, film e pubblicità dell'epoca. A me ha sempre fatto ridere, gli riconosco una simpatia innata, epidermica e dei tempi comici molto personali, anche se spesso tende a gigioneggiare ed a recitare un po' "in automatico". Il parterre di coprotagoniste femminili è di primissima scelta, una più bella dell'altra. La Ferrari all'epoca era specializzata in ruoli candidi e immacolati, la Huff (che anche veniva da Sapore Di Mare e Vacanze Di Natale nei quali aveva già lavorato con Calà) era una bellezza esotica e molto sensuale pur avendo una carica comica e delle movenze buffe e leggermente goffa che ne edulcoravano l'erotismo (il balletto che fa al Mocambo è agghiacciante). Infine la Carlucci, la cui carriera cinematografica fu molto breve, purtroppo devo dire, perché all'epoca Camilla Patrizia Carlucci aveva un phisique du role spaventoso, statuaria e bellissima, avrebbe potuto ottenere molto di più dalla professione di attrice ma molto probabilmente si stufò presto dei ruoli che le venivano offerti.
Da segnalare anche la presenza del Dogui, Guido Nicheli, padre della Susy e spalla comica perfetta per Calà. Il suo momento climax è quando cerca di convincere la figlia, barricata in camera, a perdonare l'ennesimo tradimento di Arturo. La scena ricorda abbastanza quella di Walter Matthau nel terzo episodio di Appartamento Al Plaza, "Il Matrimonio Temuto". Ad un certo punto Calà perde un treno perché insegue la sottana di una bella ragazza di colore (Tracy Spencer, stellina pop della musica anni '80 scoperta da Claudio Cecchetto e divenuta celebre per "Run To Me"). Quando anche lei lo abbandona, l'attenzione di Arturo viene catturata da una giardiniera che taglia le piante con delle cesoie. La ragazza indossa una camicia molto scollata e quella scollatura non mi era decisamente nuova....bingo! Si tratta infatti di Claudia Cavalcanti, all'epoca appena 18enne, interprete di molte pellicole erotiche già a partire da quel 1984 (Maladonna) e per tutto il decennio (L'Attenzione, Il Fascino Sottile Del Peccato, Penombra, La Trasgressione).



