Black bag è il termine convenzionale con il quale gli agenti segreti, in questo caso il National Cyber Security Centre, il servizio segreto di Sua Maestà britannica, danno copertura a ciò che non può essere divulgato. Se è top secreto è black bag, se può compromettere le missioni è black bag, anche se si tratta di marito e moglie, come nel caso di George (Michael Fassbender) e Kathryn (Cate Blanchett). La situazione si complica quando George viene coinvolto in un'indagine interna per scovare un traditore, qualcuno che sta vendendo segreti militari ad una potenza straniera (militari ribelli russi) per denaro o peggio, per ideologia. Tra i sospettati c'è Kathryn, molte circostanze e coincidenze sono a suo sfavore. L'aspetto più interessante di Black Bag è come Soderbergh ha concepito il film, la cui sceneggiatura è di David Koepp. La cronice è indubbiamente quella di un thriller, per altro assai ben costruito ed accattivante, ma a ben guardare Soderbergh si serve del genere per andare oltre. Ne rispetta le regole ma è decisamente più interessato alle dinamiche relazionali che hanno luogo tra i personaggi coinvolti nella storia. Molti dialoghi sono specifici, gergali, usano un linguaggio da spie e smanettoni tecnologici ma ci si rende presto conto che si tratta di una lingua quasi metacinematografica, attraverso la quale il regista sembra volerci dire che non è poi così importante porre l'attenzione sul cosa bensì sul come. E' importante cosa accade, ma lo è ancora di più come viene raccontato e messo in scena da Soderbergh e dal suo preziosissimo cast.
La forma, come spesso accade con Soderbergh, è infinitamente superiore al contenuto. Tutto è ammirevole in Black Bag, dall'uso delle luci (tanto in interno quanto in esterno, sempre incredibilmente suadenti, quasi irreali, a creare ombre e zone oscure nelle quali allegoricamente siamo chiamati ad addentrarci per portare a galla la verità, alle scenografie. L'appartamento di George e Kathryn è favoloso, puro teatro. I personaggi sono ottimamente congegnati e "incastrati" tra di loro, la prova attoriale è superlativa. Cate Blanchett è sublime, con pochissimo fa tantissimo, glaciale, potente e manipolatrice come le era capitato in Tar. Una prova da Oscar. Inoltre con i capelli lunghi (evidentemente una parrucca) è bellissima. Fassbender è incredibilmente sfaccettato, un aspetto da anonimo impiegatino, un'intelligenza ed una tigna fuori dal comune, ma allo stesso tempo evidenzia delle fragilità ed una qualche parvenza di umanità che alla Blanchett è completamente negata. Il resto del cast, composto da volti nuovi ed emergenti, è perfettamente congegnato, di gran qualità. Ciliegina sulla torta il buon Pierce Brosnan qui "promosso" a capo dell'intelligenze britannica dopo aver lealmente servito la Corona come agente operativo nei panni di James Bond.
Black Bag è pieno di piccoli particolari tutti da gustare, come ad esempio la scena dei jumpscare al cinema, con George attento a studiare le reazioni della consorte, la quale a sua volta si regola di conseguenza sapendo di essere osservata... o forse questo vuole farci credere Soderbergh. Black Bag vive di inganni, rovesciamenti di fronte, trappole psicologiche, alleanze e tradimenti, il gioco con lo spettatore sta proprio nel non fornire certezze ed alimentare dubbi e sospetti. Grandissimo pregio quello di aver limitato la durata del film ad appena 93 minuti, asciutto, essenziale, senza sbrodolamenti, la prova che si può fare del buon cinema avendo misura e limitandosi a quel che serve. Eccellenti le musiche di David Holmes, che in più di un'occasione mi hanno portato alla mente le frenesie funky dei Goblin dei poliziotteschi e di Profondo Rosso. Black Bag è un thriller d'autore, girato con la finezze di un cineasta sottile ed estremamente performante dietro la macchina da presa. Cito a titolo di esempio la parentesi dei test alla macchina della verità dei vari agenti interrogati da George. Un piacere visivo, un gioco intellettuale ed un adorabile thriller. Assolutamente da vedere.



