Out Of Blue – Indagine Pericolosa

Out Of Blue – Indagine Pericolosa
Out Of Blue – Indagine Pericolosa

Crime drama inglese, regia di Carol Morley, anno 2018, adattamento del romanzo Il Treno Della Notte.di Martin Amis. Solita grande intuizione dei distributori italiani che decidono di tradurre quello che è un ero e proprio modo di dire con "Indagine Pericolosa", altro titolo che andrebbe bene per un miliardo di thriller usciti al cinema suppergiù dai fratelli Lumière ad oggi. Out Of Blue sta per qualcosa che accade all'improvviso ed in modo imprevisto, qualcosa che sbuca fuori dal buio e ci prende alla sprovvista. Ed in effetti è esattamente ciò che succede alla detective Mike Hoolihan (Patricia Clarkson) - nome maschile ma lei è una donna, un po' come Marion Cobretti che però era un signor maschio alfa - immersa nelle indagini sull'omicidio di una astrofisica. Vari sospettati sui quali progressivamente si sposta l'attenzione, poi l'idea che possa essersi trattato di suicidio (l'ipotesi più ovvia e per questo inizialmente scartata), anche se comunque la faccenda pare intrecciata con le gesta di un serial killer oramai fuori attività da parecchio tempo. Scalino dopo scalino, la discesa rivela legami sempre più stringenti tra il caso è la vita personale della Hoolihan. Out Of Blue è un titolo affatto dato a caso, non solo per l'effetto "serendipità" che capita alla protagonista, ma anche perché la Morley cerca continuamente simbiosi e allegorie con la mappa celeste. A partire dalla locandina del film, durante la visione è un continuo rimando al cielo, al suo manto stellato; la vittima è una astrofisica, le metafore della vita sono metafore della vita dei corpi celesti, fisica e metafisica si compenetrano incessantemente.

In tal senso la Morley muove le partiture su un doppio binario. Su di un piano più lineare c'è l'indagine poliziesca (la cosa che interessa meno alla regista). Più in profondità c'è come questa si riverbera sulla psiche e sul passato (oscuro) della detective. Ancora più in profondità ci sono le criptiche sfere celesti che agiscono su di noi, ci vegliano e testimoniano il nostro struggimento, mentre sulla Terra compiamo azioni alle quali corrispondono inevitabilmente reazioni. La Hoolihan è una reazione, l'astrofisica è una reazione, entrambe prodotte da una azione comune. E' in questo frazionamento di piani di lettura che gioca la Morley, dando al film una patina un po' velleitaria e astrusa, che eleva il livello ma a tratti rende la storia sin troppo cerebrale e poco radicata. Personalmente ho avvertito questa intenzione "autoriale" declinata forse con un eccesso di snobberia ed altezzosità. Dato che l'impianto del film pare fondamentalmente quello di una serie televisiva, con protagonista sui generis, circondata da comprimari un po' bidimensionali (come se avessero bisogno di venir fuori sulla distanza, puntata dopo puntata, ognuno evidenziano particolarità e specificità ai quali il pubblico dovrà affezionarsi e che dovrà imparare a riconoscere), tempi dilatati ed eccentricità varie, la riflessione intellettuale che la Morley infonde al film fa a cazzotti con la voglia di incrociare e solleticare il pubblico da serie tv.

Alla fine si rimane con una sensazione di irrisolutezza, di vaghe elucubrazioni filosofiche gettate un po' alle ortiche (non di rado i dialoghi dicono molto senza in realtà dire alcunché di realmente spendibile all'interno dell'economia del film). Alcune scene sono fini a loro stesse, anche se fondamentalmente servono all'atmosfera generale del film (penso alla Clarkson che si riflette negli specchi scoprendo che l'altra sé compie azioni diverse e parallele, come accade negli universi paralleli al nostro, oppure misteriose sfere pulsanti blu e rosse che comunicano attraverso lingue di fuoco). Altre sono proprio di troppo (penso alla Hoolihan che alza il gomito al nightclub). Al dunque Out Of Blue è un'opera molto ben girata, discretamente recitata, interessante tecnicamente parlando ma che al contempo lascia freddi e trasmette poco del gran lavorio psicologico che probabilmente la Morley aveva in mente di rappresentare attraverso stelle e pianeti. Un film prettamente drammatico e assai poco poliziesco. Il caso criminale è poco più che un pretesto per parlare d'altro, del nostro io interiore e di come alcune fratture si producano e (eventualmente) si ricompongano.

Trailer ufficiale

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