Lo Chiamavano Bulldozer

Lo Chiamavano Bulldozer
Lo Chiamavano Bulldozer

Lo Chiamavano Bulldozer viene spesso scambiato per Bomber e viceversa. Sono entrambe pellicole dirette da Michele Lupo, interpretate da Bud Spencer (/senza Terence Hill), a tema sportivo, appena 4 anni le separano e la trama, naturalmente declinata nelle rispettive discipline sportive (football americano e pugilato), finisce con l'assomigliarsi. In entrambi i casi Bud è l'allenatore della situazione, ex atleta ritiratosi ad altra vita per accidenti indipendenti dalla propria volontà (in Bomber gli vengono malevolmente spezzate le mani, in Bulldozer si schifa del sistema di partite truccate). Bud è sempre l'eroe della situazione, naturalmente burbero ma di gran cuore, secondo la precisa fisiognomica che l'attore partenopeo si è costruito nel corso di decenni. Bulldozer ha il valore aggiunto di aver sensibilmente contribuito nel '78 a sdoganare uno sport che non era esattamente ai vertici dell'attenzione mediatica in Italia. Spesso infatti viene ricordato ed omaggiato dai rugbisti poiché, al netto dell'aspetto parodistico, è un film che ha aiutato molto la categoria e tratta il rugby con affetto e rispetto. E' molto interessante a partire dalle location toscane, Livorno, Marina di Pisa, Tirrenia, Viareggio, Camp Darby. Fino a non molto tempo fa proprio sul lungomare di Livorno era stata posta una statua dedicata proprio a Bulldozer (anche se poi è stata rimossa per evitare atti vandalici e l'incuria del tempo). Inevitabile l'appoggio a Camp Darby visto il coinvolgimento nella storia di una base americana con un gruppo di marine che costituiscono la locale squadra di football.

La caratterizzazione dei protagonisti è molto netta e manichea, buoni da una parte, cattivi dall'altra. Anche nel caso di ragazzotti piuttosto guasconi (Orso e Osvaldo) la scelta del campo dei giusti è quella che fa la differenza. I cattivi, come sempre con Bud, lo sono in modo cialtronesco e quasi indolore, nulla di veramente perfido e spietato, nulla che non si possa risolvere con un paio di cazzottoni ben assestati e delle giravolte a seguire. Sono tre le grandi scene di scazzottate, piuttosto lunghe ed elaborate, un amante del genere certamente non rimarrà con l'appetito, una volta sopraggiunti i titoli di coda. A proposito di appetito, il buon Bud durante il film si fa preparare una frittatona con 12 uova, la vera "colazione" dei campioni (che però è una cena). I momenti schiettamente comici sono affidati a Nando Paone, al mitico barbiere dove Bud va a cercare Osvaldo, ovvero Piero Del Papa, ex pugile con la faccia inequivocabilmente da pugile. Per tutto il film è assolutamente chiaro che ad un certo punto Bud infilerà casco, protezioni e uniforme e scenderà in campo a menar sganassoni, lo si aspetta al varco, ed infatti puntualmente accada sul finale. Le sue doti fisiche sono sostanzialmente quelle di un supereroe, coerentemente con la linea fiabesca e cartoonesca dei film dedicati al pubblico suo pubblico privilegiato, ragazzi e bambini. Colonna sonora fenomenale a cura degli Oliver Onions, una botta di nostalgia inarrestabile che, per quanto si sposi ad un'operazione che fa dell'ingenuità e della semplicità le sue ragioni sociali, si torna a rivedere sempre con piacere. Durante le riprese della partita contro gli americani, un po' alla Fuga Per La Vittoria, con fallacci fuori regolamento, Giovanni Vettorazzo si fece male davvero e quando viene portato via sulla barella disperato era proprio con delle costole fratturate. Mentre si racconta che lo scenografo venne fermato dalla Polizia perché trovato con delle armi nell'automobile, erano quelle di scena ed il film vide coincidere il primo giorno di riprese con il rapimento di Aldo Moro, una coincidenza piuttosto nefasta. Curiosamente non c'è praticamente traccia di personaggi femminili in tutta la pellicola, salvo che per la cameriera che prepara la frittata a Bud..

Trailer ufficiale

Galleria Fotografica